Santirocco è un talismano: «Lanciano in serie D, che emozione»

L’attaccante rossonero è alla terza promozione: «Il gol contro la Santegidiese è stato il più bello»
LANCIANO. È a tutti gli effetti un talismano per le squadre in cui gioca, l’uomo delle promozioni in serie D. Il 26 enne bomber del Lanciano Nicola Santirocco, nativo di Villa Sant’Angelo, ha centrato, infatti, con la maglia rossonera la terza vittoria nel campionato d’Eccellenza nelle ultime quattro stagioni, avendo già festeggiato con L’Aquila (2023) e Teramo (2024). Ora sogna in grande con i frentani, casomai provando a pescare un bis anche nella categoria superiore.
Santirocco, lei indubbiamente è uno degli artefici della cavalcata trionfale e ci ha preso gusto a vincere i campionati.
«Beh, diciamo di si (ride, ndr). È stata un’emozione indescrivibile, attendevo questo traguardo sin dal primo giorno in cui sono arrivato. Spero di restare ancora a Lanciano per vincere anche la serie D».
In estate era sul taccuino del ds Leone, poi non se n’è fatto nulla. Perché ha deciso di accettare l’offerta a metà stagione?
«Venivo da un campionato in cui avevo fatto bene e cercavo una situazione per crescere ancora di più. Quando mi ha chiamato Leone in estate, ho preferito attendere perché Lanciano veniva da un anno difficile, era in rifondazione e non sapevo ancora quale sarebbe stato l’organico. Non volevo ridurmi all’ultimo istante per scegliere, col rischio di saltare la preparazione atletica. Ma avevo la certezza che, se ci fosse stata l’occasione, avrei detto di sì e così è stato».
Dopo L’Aquila e Teramo, ecco il tris a Lanciano. C’è stato un qualcosa di diverso in questa vittoria?
«Devo dire che dal primo giorno ho sentito l’affetto e il calore dei tifosi frentani che attendevano da anni una stagione avvincente dopo una parentesi difficile, con annate da dimenticare. Non ho mai assaporato un clima del genere, mi ha fatto molto piacere. Poi, se devo essere sincero, le altre volte facevo parte di squadre che hanno ammazzato il campionato, qui invece la lotta per la promozione è stata più serrata e c’è più gusto nel festeggiare».
Parlando di emozioni, qual è stato il gol che le ha lasciato maggiore dolcezza tra i tanti realizzati?
«Penso quello contro la Santegidiese, perché era un giorno importante per me, essendo il compleanno di mia nonna, festeggiato davanti ad uno stadio pieno in cui c’erano anche i miei genitori».
Invece la gara in cui ha raggiunto la consapevolezza che la promozione fosse davvero concreta?
«Qui le cito la sfida con l’Angolana perché, nonostante sia finita 0-0, avremmo meritato di vincere».
Una gara speciale per lei, avendo iniziato lì la stagione.
«Si, ma è stato facile affrontare i miei ex compagni con i quali coltivo ancora un ottimo rapporto. Nel mondo del calcio funziona così, ero un giocatore del Lanciano e dovevo fare di tutto per vincere».
Lei ha parlato di provare a vincere anche la D a Lanciano. Dunque ci sarà anche l’anno prossimo?
«Ho un contratto di un altro anno, quindi spero di restare. Poi si faranno le valutazioni del caso con il club».
Invece, qual è il sogno nel cassetto di Santirocco?
«Vorrei giocare tra i professionisti, so che non sia facile, ma un passo alla volta, lavorando sodo, tutto è possibile».
C’è qualche calciatore a cui si ispira?
«Sinceramente le dico che vedo tante partite di serie B e C perché ci sono diversi colleghi bravi ai quali potermi ispirare. Non le dico la serie A o oltre dato che si tratta di vette quasi irraggiungibili, lì giocano autentici fuoriclasse del calcio».
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