Sarri-Allegri, il professore contro il Conte Max

8 Febbraio 2016

La sfida scudetto di sabato metterà di fronte due allenatori con un passato in biancazzurro

Il conte sfida il professore. Uno è di Livorno, l’altro di Figline Valdarno anche se è nato a Napoli. Sabato a Torino ci sarà Juventus-Napoli, il big match che potrebbe parzialmente decidere il prossimo scudetto. Allo Juventus Stadium, però, sarà anche Allegri contro Sarri. 48 anni il primo, 57 il secondo. Caratteri e stili di vita diversi, ma entrambi usciti fuori dal “laboratorio Pescara”. L’allenatore bianconero ha vestito la maglia biancazzurra dal 1991 al 1993 e dal 1998 al 2000. Quattro stagioni importanti e piene di soddisfazioni. Sbarca in riva all’Adriatico nell’estate del 1991 e conosce Giovanni Galeone, che diventerà il suo mentore. Tuttora il legame tra i due è fortissimo. Nella sua prima stagione, il Pescara conquista la promozione in serie A e Max Allegri era la stella del centrocampo. Quella stagione culmina con la promozione in A e l’attuale tecnico della Juve debutta nella massima serie. Quella fu la miglior stagione di Allegri da calciatore, con ben 12 reti con la maglia del Pescara, che però retrocesse a fine campionato. L’anno successivo fu venduto al Cagliari per 7 miliardi di lire. Allegri tornò a Pescara nel 1998 e vi rimase per due anni. Ieri la Juve è uscita indenne dalla “trappola Frosinone” e ora i bianconeri sono pronti per il big match. «I ragazzi sono stati bravi e adesso avremo una settimana per preparare la sfida col Napoli», ha detto Allegri in un clima bollente. «Sarà una bellissima sfida, uno scontro diretto che però non deciderà il campionato. A Sarri posso solo fare i complimenti perché sta facendo un campionato straordinario, il Napoli ha vinto 8 partite di fila ed è in testa dopo moltissimi anni». Il “conte Max” fa i complimenti al suo avversario, che, come lui, ha assaggiato per la prima volta l’aria della B a Pescara. Era il campionato 2005-2006 e “il professore” Maurizio Sarri condusse la barca biancazzurra nelle acque tranquille della salvezza con tre giornate d’anticipo. «La Juve è una squadra forte che negli ultimi anni è sempre stata guidata da grandi allenatori. Per noi è un motivo d’orgoglio essere davanti alla Juve. Se firmerei per un punto a Torino? Se il pareggio viene alla fine di una partita difficile va bene, però a priori non firmo. Io voglio andare a giocare, loro saranno più forti, ma noi dobbiamo avere la faccia tosta di andare a Torino a giocare a calcio». Max, hai capito? (l.d.m.)

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