Sarri conquista il primo trofeo, ora l’aspetta la Juventus

30 Maggio 2019

BAKU. L'Europa League è del Chelsea di Maurizio Sarri: i Blues nella finale di Baku si aggiudicano con il punteggio di 4-1 il derby londinese contro l'Arsenal e conquistano la coppa per la seconda...

BAKU. L'Europa League è del Chelsea di Maurizio Sarri: i Blues nella finale di Baku si aggiudicano con il punteggio di 4-1 il derby londinese contro l'Arsenal e conquistano la coppa per la seconda volta. È il primo trofeo in carriera per il tecnico toscano che potrebbe chiudere in anticipo la sua esperienza inglese ed accettare la corte della Juventus che lo vorrebbe per il dopo-Allegri. Nella notte di Baku trionfa il Chelsea che dopo un inizio in sordina nella ripresa dilaga, segnando tre gol in 20 minuti, trascinato da Hazard - autore di una doppietta e prossimo all'addio ai Blues dopo sette stagioni (il Real Madrid lo aspetta) - e Giroud. Esce a testa alta l'Arsenal, capace nel primo tempo di mettere in difficoltà i blues. Non riesce il poker al tecnico dei Gunners Unai Emery, capace di vincere l'Europa League per tre volte di fila quando era alla guida del Siviglia. In attesa di sciogliere i dubbi sul suo futuro, Maurizio Sarri (che ha ancora due anni di contratto con il Chelsea) opta per il 4-3-3 con Hazard, Giroud e Pedro a formare il trio d'attacco. A centrocampo il tecnico toscano non rinuncia a Kanté e lo schiera al fianco di Jorginho e Kovacic; Azpilicueta ed Emerson esterni con Christensen e David Luiz centrali di difesa mentre parte dalla panchina Higuain. Emery risponde col 3-4-1-2 con Cech (alla sua ultima partita da giocatore e dalla prossima stagione dirigente del Chelsea) in porta, Ozil dietro le punte, Lacazette e Aubameyang. Maitland-Niles e Kolasinac esterni con Torreira e Xhaka in mezzo al campo. In difesa ci sono Sokratis, Koscielny e Monreal. Primo tempo chiuso sullo 0-0, nella ripresa il maggior tasso tecnico del Chelsea emerge in maniera evidente e netta. La notte di Baku è dolce per Maurizio Sarri che può finalmente alzare un trofeo importante. Le sirene torinesi, sponda Juventus, potrebbero davvero essere irresistibili per il tecnico toscano.