Sarri: «Dopo il lockdown punto alla finale di coppa Italia»

18 Aprile 2020

TORINO . Alla quarantena Maurizio Sarri ci è “abituato”. Era stato costretto a fermarsi appena arrivato alla Juventus, prima ancora che il campionato partisse, per una polmonite, è rimasto di nuovo...

TORINO . Alla quarantena Maurizio Sarri ci è “abituato”. Era stato costretto a fermarsi appena arrivato alla Juventus, prima ancora che il campionato partisse, per una polmonite, è rimasto di nuovo chiuso in casa in queste settimane, come centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, per l'emergenza Coronavirus. «Guardo qualche vecchia partita», dice il tecnico bianconero, «leggo tanto, sopratutto gialli», dice il tecnico bianconero al canale tv ufficilae dell Juve. «Questo periodo va vissuto soprattutto per staccare perché quando si ripartirà - e spero proprio che quest'estate si giochi - poi si andrà avanti praticamente senza sosta per 14-15 mesi».
Il ritorno sugli schermi di Sarri, in video-collegamento con lo scrittore Sandro Veronesi, scivola tra aneddoti e preferenze enogastronomiche, ma siccome il calcio giocato manca tantissimo l'argomento affiora: «In quale posto mi piacerebbe andare? A Roma, per la finale di Coppa Italia», dice l'allenatore della Juventus, «e in qualsiasi città d'Europa perché vorrebbe dire che siamo andati avanti nella Champions». Sarri dà anche lezione di “juventinismo” spiegando che cosa significa essere e rappresentare la Juventus in giro per l'Italia. «Ovunque veniamo circondati da tanto amore e altrettanto odio», racconta, «sono stato fischiato a Napoli nonostante io abbia dato tutto me stesso, i tifosi della Fiorentina hanno insultato mia madre, eppure in ogni stadio c'è una grandissima rappresentanza di tifosi bianconeri. Con tanto odio attorno», dice Sarri, «inevitabile amare la Juve quando la si vive sulla pelle. Il gobbo ti esce fuori, è inevitabile che sia così: solo quando sei dentro l'ambiente bianconero capisci cosa vuol dire essere sempre attaccato». Ed è proprio questa una delle grandi differenze con il calcio inglese: «Nella Premier non ho mai sentito un coro contro qualcuno, ma solo grande tifo per la squadra di casa». In tempi di isolamento Sarri rivela come passa il tempo a Figline: «Rivedo tante nostre partite per cercare di farmi un'idea più distaccata, anche se il mio obiettivo in questo periodo è quello di staccare la spina. Mi rilasso guardando il Milan di Sacchi, che era vent'anni avanti per l'epoca».