Sassuolo giudice del Milan: Montella si gioca tutto

4 Novembre 2017

I risultati non arrivano e crescono i mugugni all’interno dello spogliatoio Se non ci sarà la svolta i rossoneri potrebbero passare a Gattuso

MILANO. Il Sassuolo è stato fatale ad Allegri nel 2014, esonerato dopo una sconfitta al Mapei Stadium, pochi mesi più tardi ha rappresentato il capolinea dell'avventura di Seedorf, cacciato dal Milan dopo la fine dello campionato, e in seguito ha complicato la vita anche a Inzaghi e Mihajlovic. Per uno scherzo del destino, ora la sfida con gli emiliani rappresenta con ogni probabilità l'ultima spiaggia per Vincenzo Montella, costretto a vincere la trasferta di domani sera per non rischiare l'esonero durante la sosta per le nazionali, momento generalmente propizio per gestire i cambi sulle panchine. A differenza dalla qualificazione alla prossima Champions (ora a -12 punti), quella ai sedicesimi di Europa League non è in discussione. Ma lo 0-0 di Atene non ha fatto che acutizzare la crisi rossonera, frutto probabilmente di un combinato di responsabilità condivise fra società, allenatore e giocatori. Molti dei rinforzi stanno rendendo al di sotto delle attese suscitate dalla faraonica campagna acquisti gestita dall'ad Fassone e dal ds Mirabelli, ma l'unico imputato che rischia di pagare subito è Montella, anche se la società spera in una svolta, in modo da arrivare in fondo alla stagione senza traumi e poi puntare su Conte. A sentire gli spifferi, c'è un certo scontento anche nello spogliatoio di Milanello. C'è chi si lamenta in privato, e chi come Montolivo (ripescato dopo due mesi per l'infortunio di Biglia e quasi certamente confermato con il Sassuolo), dopo una prova più che sufficiente ad Atene, ha denunciato con garbo la carenza di personalità della squadra e la frequenza dei lanci lunghi (molti di Bonucci dalle retrovie). Non sono gli unici problemi. L'attacco è l'undicesimo del campionato (16 reti, sostanzialmente la metà di Juventus, Napoli e Lazio), nonostante i 38 milioni di euro spesi per André Silva («È importante sbloccarsi, anche con poche opportunità la rete arriverà») e i 25 per il prestito con obbligo di riscatto di Kalinic. Inoltre Calhanoglu si sta rivelando un rebus insolubile per Montella, che tuttavia nel finale ad Atene ha inserito Suso al posto di una punta (Cutrone), e non del trequartista turco, fra i peggiori in campo. In testa al partito dei tifosi pro-esonero c'è Matteo Salvini. «Ogni volta giochiamo peggio però Montella dice che vede la squadra che cresce. Ma basta!», lo sfogo del leader della Lega Nord ai microfoni di Rtl 102.5.
Irrealizzabile è il sogno di Salvini, ossia Ancelotti. Sousa sta per firmare in Cina con il Tianjin Quanjian, e al momento, più di Mazzarri, l'alternativa è Gattuso, che oggi pomeriggio alla guida della Primavera rossonera cerca contro la Lazio il sesto risultato utile consecutivo in campionato. E potrebbe essere la sua ultima volta sulla panchina dei baby rossoneri, prima di traghettare i grandi. Molto dipende dalla partita con il Sassuolo: reduce da una sola vittoria nelle ultime sei giornate di Serie A, Montella non può sbagliare.