Sbucano gli arrosticini alla Dacia Arena

24 Ottobre 2016

La domenica amara dei 300 tifosi biancazzurri. In tribuna Guidolin e De Biasi

UDINE. Domenica amara quella dei biancazzurri in Friuli, l’ennesima di questo scorcio di stagione che si chiude tra complimenti, pacche sulle spalle e senza nulla in bisaccia. Trasferta lunga, una levataccia per gli oltre trecento irriducibili giunti fin quasi in Slovenia a sostenere Campagnaro e soci. Un viaggio iniziato tra mille auspici e non meno preoccupazioni, vista l’emergenza d’organico (in panchina solo 6 biancazzurri) ma poi una volta sugli spalti, entusiasmo e passione di sempre, fino al 95’ e oltre. Erano da poco suonate le 5 quando bus e auto si sono messi in movimento. Clima ormai pienamente autunnale fuori ma dentro cuori caldi di passione e ricche scorte di vivande e beveraggi. Eh sì, perché se quest’anno la serie A propone un bel ripasso di geografia, toccando tutti gli estremi della Penisola e le isole maggiori, i fan biancazzurri sanno bene come rendere i lunghi viaggi gastronomicamente soddisfacenti. Solo un paio di brevi soste per carburante e caffè lungo la strada ma poi nel parcheggio dell’accogliente Dacia Arena, ecco spuntare fornacelle con regolamentari scorte di arrosticini e salsicce, buon pane casareccio, birra e rosso di Montepulciano. Molti sportivi friulani si sono incuriositi per quel particolare odore che arrivava fin sotto gli spalti. Purtroppo per loro, agenti e steward hanno impedito ogni tentativo di gemellaggio gastronomico. Anche se in verità, benché pizze semifredde o panini con lardo e mortadella non sembravano paragonabili agli spiedini di pecora (definizione più gettonata per spiegare il menù servito nei barbecue del parcheggio), nello stadio friulano non manca certo la possibilità di soddisfare l’appetito o scaldarsi lo stomaco. Bar, servizi, ascensori, monitor (in tribuna), c’è tutto quanto utile per sentirsi a proprio agio ed eventualmente rivedere qualche azione. Un’ubriacatura di modernità, associata a una acustica davvero notevole, che tocca l’apice e forse si supera quando lo speaker annuncia le sostituzioni: «Il Pescara sostituisce il numero 10 Benali col numero 21 Pepe», informa la voce tonante, per poi aggiungere «sostituzione offerta da...» (tal negozio della zona), spiazzando un po’ chi immaginava che i cambi fossero farina solo del sacco di Oddo.

Scherzi a parte, perdere brucia sempre, ma forse un po’ meno in uno stadio dove la partita la vedi bene e il pubblico locale ti lascia incitare i tuoi beniamini senza coprirti la voce con insulti. Un pubblico, quello della curva friulana, che ieri tra l’altro aveva come ospiti d’onore le gentili signore dei giocatori di Delneri. Un’esperienza singolare e forse non facilmente ripetibile in altri stadi. In tribuna, invece, ad assistere il match “antipasto” della giornata di A, alcuni nomi storici del calcio udinese e non solo, da Francesco Guidolin, accolto da una ovazione al ritorno dalla non lunga esperienza inglese, a Gianni De Biasi, ora tecnico della nazionale albanese, a Franco Causio, stella del firmamento calcistico nazionale, leccese ormai trapiantato a Udine, e severo commentatore televisivo. «Tieniti stretti i punti perché hai poco da esultare. Hai fatto gol con due rigori regalati e un paio di rimpalli», ha detto rivolto ad alcuni ospiti della tribuna vip, «dopo 15 minuti il Pescara ti ha cominciato a nascondere il pallone e devi solo ringraziare che loro là davanti non hanno molto, perché senno non so come finiva. A centrocampo non c’è stata partita, troppo più bravi e organizzati i ragazzi di Oddo», ha concluso l’ex ala destra lasciando lo stadio. E se devono preoccuparsi loro...

©RIPRODUZIONE RISERVATA