Scarlato: studio e mi alleno, faccio sacrifici con il sorriso

9 Agosto 2019

Tra i podisti di primo piano del panorama abruzzese Douglas Scarlato, mezzofondista classe 1997 di origini brasiliane, è il più giovane. A differenza dei suoi colleghi, l’atleta vastese tesserato con...

Tra i podisti di primo piano del panorama abruzzese Douglas Scarlato, mezzofondista classe 1997 di origini brasiliane, è il più giovane. A differenza dei suoi colleghi, l’atleta vastese tesserato con l’Aterno Pescara è attualmente l’unico impegnato in prevalenza nelle specialità su pista delle gare di resistenza. È uno dei migliori giovani italiani sui 3000 siepi, in questa stagione secondo ai campionati nazionali universitari. Vanta un primato personale di 9’07”13 stabilito l’anno scorso in occasione del nono posto conseguito ai campionati italiani assoluti di Pescara. Di rilievo è anche il personale sugli 800, 1’53”68. Quest’anno è stato anche sfortunato, a causa di una distorsione a una caviglia che lo ha costretto al ritiro agli Italiani under 23 di Rieti e, successivamente, a rinunciare ai campionati italiani assoluti di Bressanone.
Scarlato studia Scienze Motorie a Chieti, ma si allena a Pescara allo stadio Adriatico Cornacchia, seguito dal tecnico Donato Chiavatti. È stato portato all’atletica da un tecnico di Vasto, Alessandro Brattoli, a sua volta ex mezzofondista di valore negli anni Ottanta. Per Scarlato le gare su strada sono un mezzo di allenamento più stimolante rispetto a un fondo medio o lento affrontato in solitario. Nonostante le finalità secondarie della sua attività podistica, la presenza di Scarlato si fa sentire nelle non frequenti gare su strada alle quali partecipa. Le qualità in suo possesso gli consentono di vincere o finire sul podio, permettendogli di mettere a frutto gli allenamenti anche da un punto di vista materiale, cioè dei premi vinti.
Precisa lo stesso Scarlato: «Mi cimento soprattutto nelle gare su strada di 10 km, più consone al tipo di allenamento che solitamente svolgo. Mi alleno quasi tutti i giorni, a volte mi riposo il sabato, la mattina frequento le lezioni, di pomeriggio mi alleno. I sacrifici sono tanti, tra studio e allenamenti, ma sono giovane e, quindi, ho le forze per poterli affrontare». Ma quali sono le differenze tra l’agonismo su strada e quello su pista? «Sono due mondi completamente diversi. Gli atleti della pista sono più quadrati, hanno obiettivi precisi da seguire nell’arco di una stagione e della carriera. Nel podismo noto una certa superficialità. Ad esempio, sento persone che riportano primati personali cronometrici che si rivelano spesso non veritieri».
A proposito delle idee chiare sul percorso di carriera, Scarlato ha alcuni desideri. «Innanzitutto, mi piacerebbe battere il record abruzzese under 23 dei 3000 siepi, che dura da 37 anni. Sono solo a meno di un secondo. Non nascondo l’ambizione di poter vestire un giorno la maglia di un gruppo sportivo militare, che mi consenta di svolgere l’atletica da professionista». (r.r.)
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