Schumacher comunica con gli occhi

L’ex pilota al risveglio dal coma: pesa 55 chili e reagisce ai segnali della moglie
BERLINO. È a Losanna, a pochi chilometri da casa. Ma dopo l'euforia per la notizia del risveglio, si resta con la sensazione che Michael Schumacher a questo punto sarà più lontano. Di lui si saprà sempre meno. La riabilitazione potrebbe durare anni, magari tutta la vita. Intanto è la tedesca Bild a strappare qualche informazione sul campione della Formula 1: comunica attraverso gli occhi, talvolta aperti, reagendo soprattutto alla sua Corinna. La donna che per 169 giorni ha affrontato quotidianamente 170 km per il marito in coma. Ne è valsa la pena, scrive il tabloid. Che poi rivela: in questi 5 mesi di letto, ha perso 20 kg, ora pesa 55 (è alto 1,74 cm). Al momento dovrebbe riuscire addirittura a respirare, a tratti, con le sue forze: ha bisogno ancora del sostegno delle macchine, ma non è attaccato a queste per la sopravvivenza. La fisioterapia per lui è già iniziata a Grenoble, ora si va avanti. Si interrogano neurologi esperti della materia, per capire che tipo di battaglia abbia di fronte a sè l'atleta: va riattivato il contatto col paziente, la comunicazione sì-no. Dovrà imparare di nuovo a ingoiare, per non strozzarsi con la saliva. Passo dopo passo, la nuova vita di Schumi potrebbe correre lungo questo percorso ad ostacoli. «La riabilitazione può durare due-tre anni, ma anche tutta la vita, perché il cervello è in grado di imparare fino alla morte», dice uno degli esperti consultati. La stampa svizzera esulta per il rientro: «Schumi è di nuovo qua!», quella tedesca grida al «miracolo Schumi». Risuonano i messaggi di gioia degli amici. Ma ieri, in serata, trapela dall'accampamento dei media costruito davanti alla clinica di Losanna anche una sottile frustrazione. E si dà il via alle speculazioni: perché non è stato portato nel centro specializzato di Basilea? Mentre qualche fotografo sogna, davanti alla clinica, l'immagine sensazionale del campione che torna a sorridere.

