Schwazer, test a Tagliacozzo sui 10mila metri

24 Settembre 2015

Oggi il marciatore squalificato per doping farà un collaudo su pista per verificare le condizioni fisiche

TERAMO. La nuova pista di atletica leggera di Tagliacozzo oggi sarà al centro dell’attenzione dell’ambiente della disciplina. Un evento insolito la porrà sotto i riflettori nazionali: non un’inaugurazione ufficiale o una manifestazione sportiva, ma un test di allenamento che riguarderà uno degli atleti più discussi degli ultimi anni: Alex Schwazer. Il noto marciatore altoatesino, che sta ancora scontando una squalifica di tre anni e mezzo per doping, per la prima volta effettuerà un collaudo di verifica delle sue condizioni su una distanza non olimpica della marcia, i 10.000 metri. Un evento che desta motivi di discussione e di polemiche, sotto molti aspetti. In base al regolamento federale agli atleti squalificati per doping, come nel caso di Schwazer, non è dato accesso per gli allenamenti alle piste di atletica. In effetti, l’ex campione olimpico finora ha svolto la sua preparazione su strada o in palestre e laboratori privati, dove ha percorso moltissimi chilometri sul tapis roulant. Dai riscontri fisiologici emersi su questo macchinario che, nel caso della marcia, sono più attendibili biomeccanicamente rispetto alla corsa, Schwazer ha dimostrato un’eccellente condizione atletica. Ovviamente, i controlli ematici su di lui sono assidui e accurati, seguiti da una equipe medica esperta della materia, composta dai professori Dario D’Ottavio e Benedetto Ronci. I suoi attuali tecnici, il professor Sandro Donati e Mario De Benedictis, hanno quindi deciso di testare Schwazer su una pista di atletica. «Di questa esperienza mi piace evidenziare», afferma De Benedictis, «la condivisione assoluta dei dati scientifici e di quelli empirici tra i componenti del team e l’atleta, un dialogo continuo e profondamente umano». La sede di Tagliacozzo è stata scelta per la sua vicinanza a Roma, città dove si allena Schwazer, e perché non ancora tecnicamente omologata dalla federazione, quindi accessibile a differenza di altri impianti vietati agli atleti squalificati per doping. Naturalmente, la prestazione della medaglia d’oro di Pechino 2008 non avrà valore ufficiale, nel senso che non potrà essere omologata. Ma resta il fatto che molti addetti ai lavori saranno interessati e incuriositi, per verificare lo stato di preparazione di un atleta comunque di elevato spessore tecnico. La squalifica di Schwazer scadrà il 29 aprile del 2016, a poco più di tre mesi dall’inizio delle olimpiadi, ma con troppo poco tempo per conquistarsi un’ipotetica convocazione in azzurro. Il 5 ottobre prossimo ci sarà l’udienza presso il Tribunale Nazionale Antidoping per un’eventuale riduzione di pena, che potrebbe consentire a Schwazer di gareggiare in tempo per guadagnarsi un posto per le olimpiadi.

Roberto Ragonese

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