Scintille tra Chiellini e Tonelli
Lo juventino: «È mancato il rispetto». Il partenopeo: «Onore a noi»
TORINO. Fuochi d’artificio sull’asse Juventus-Napoli. Matuidi incalza, Benatia punge. La frecciatina è verso il Napoli, ovvio. Nessun insulto, nessuna esagerazione, e un video nato anche dal fatto che, forse, quando Koulibaly segnò di testa allo Stadium - perso tra l’altro in marcatura proprio da Benatia - qualcuno temeva davvero di veder sfumare lo scudetto. Logica è allora l’euforia della festa, e del video ricordo registrato in spogliatoio metà in francese e metà in italiano: "Fuochi d'artificio per noi stasera" dice Matuidi. “Ma per davvero" aggiunge Benatia, col messaggio lanciato ai grandi rivali della stagione.
E poi le parole di Giorgio Chiellini, uno dei cinque ad aver vinto i sette scudetti di fila con la Juve. «È lo scudetto più bello, assieme al primo vinto dopo anni di sofferenze», ha detto il difensore. «Ci dicono vecchi e brutti. Ma alla fine chi festeggia siamo sempre noi. A metà del secondo tempo di Milano sembrava tutto finito. Tutte le persone che ci hanno stuzzicato, esultato troppo presto e ci hanno mancato di rispetto ci hanno stimolato. Discorsi su finali, Var e arbitri ci danno energia. Noi siamo qui a festeggiare e qualcun altro è a casa, un po’ più triste. Vedere certe immagini e sentire certe cose è stata linfa». Il difensore riavvolge il nastro del campionato, individua la svolta nella sconfitta di Genova con la Samp: «Da lì abbiamo cambiato atteggiamento, non passava più uno spillo. Ringraziamo il Napoli per gli stimoli: prima il gioco, poi le finali, poi i fuochi d’artificio... Ci toccano nell’orgoglio e questi sono i risultati, meritavamo rispetto, ora ci togliamo i sassoloni. Festeggiamo e poi ne parleremo». E ieri la replica di Tonelli del Napoli: «Quando il vincitore invece di pensare alla vittoria pensa a colui che ha sconfitto», ha scritto sul suo profilo Instagram, «vuol dire che è stata una vittoria sofferta e che nell'arco temporale ha pensato anche di non farcela! Onore a noi che usciamo sconfitti, ma con la sensazione di esserne i vincenti».

