Scommesse come sponsor, Tavecchio frena

ROMA. Sale la polemica sull’annunciato accordo tra Federcalcio e Intralot, la società del gruppo Gamenet concessionaria per il gioco in Italia, quale premium sponsor delle nazionali azzurre fino a...
ROMA. Sale la polemica sull’annunciato accordo tra Federcalcio e Intralot, la società del gruppo Gamenet concessionaria per il gioco in Italia, quale premium sponsor delle nazionali azzurre fino a tutto il 2018. La notizia aveva sollevato immediate proteste, ma le critiche si sono moltiplicate dopo l’affondo di Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, che alla vicenda ha dedicato il titolo d’apertura, «Azzardo Nazionale», e un fondo intitolato «Azzurro Vergogna».
Di fronte alle tante prese di posizione contrarie, la Federcalcio ha precisato che il logo del nuovo sponsor non comparirà nè sulla maglia nè sulla tuta, e che nell’accordo non è previsto l’uso di immagini di calciatori (quella del lancio è solo una “photo opportunity”); ugualmente, l’Assocalciatori ha scritto a Tavecchio per far sapere che i giocatori non concederanno la loro immagine. E nella serata di ieri il marchio Intralot non è comparso tra quelli che scorrevano sui tabelloni pubblicitari a bordo campo dello Juve Stadium, segno di una pausa di riflessione della Figc. Tavecchio presentando l’intesa aveva sottolineato che «l’accordo prevede l’impegno in attività sociali, rafforzando il lavoro della Figc nel promuovere la cultura della legalità e la diffusione di comportamenti consapevoli». Ma è proprio su questo fronte che sono giunte le maggiori critiche. Dall’Avvenire al Codacons, che annuncia una denuncia in Procura e un ricorso al Tar, la lista dei contrari è lunga.
In Parlamento, esponenti del Pd, di M5s e di Area Popolare si sono attivati per chiedere al governo di intervenire. Duro Famiglia Cristiana: «La nostra Nazionale di calcio ha come sponsor un’azienda che promuove il gioco d’azzardo vietato ai minori. Rispecchia perfettamente la politica sciagurata dei governi negli ultimi vent’anni».

