SCUDETTO IN CASSAFORTE, UN’ARMA IN PIÙ PER L’EUROPA

14 Marzo 2019

Ha fatto la differenza. D’altronde l’anno scorso con Ronaldo nella Juve sarebbe stato il Real Madrid ad andare a casa ai quarti. Non i bianconeri. «Mi hanno chiamato per questo», ha detto il...

Ha fatto la differenza. D’altronde l’anno scorso con Ronaldo nella Juve sarebbe stato il Real Madrid ad andare a casa ai quarti. Non i bianconeri. «Mi hanno chiamato per questo», ha detto il portoghese che se la gode nel pensare che i Blancos sono fuori e lui e la Juve sono celebrati nel mondo. Certo, ma per metterlo in condizione di fare la differenza serviva la Juve che all’andata, al Wanda Metropolitano, non c’era. Si è mostrata in tutta la sua forza e incisività al ritorno e ha potuto innescare CR7 che ha fatto il fenomeno. Quello che sa fare. Al di là delle intuizioni tattiche di Allegri, la parola chiave si chiama intensità, assente all’andata.
L’intensità presuppone una buona condizione atletica, cattiveria agonistica, convinzione nei propri mezzi e sfrontatezza. Tutte qualità necessarie per fare emergere la tecnica. Che alla Juve non manca. Intensità significa anche giocarsela a viso aperto senza particolari tatticismi. Vuol dire osare. Così ha fatto la Juve martedì sera. Sono rimaste otto squadre in corsa con ben quattro inglesi. Fuori Real e Atletico Madrid, ovvero le vincitrici dell’ultima Champions ed Europa League. Affermare che la Juve è favorita non è corretto e nemmeno sensato, è giusto dire che è tra le favorite. Perché quando hai Ronaldo non puoi non esserlo.
Molto dipenderà dal sorteggio di domani che disegnerà anche il percorso fino alla finale. La Juve ha un vantaggio rispetto alle rivali, un’arma in più rispetto ai precedenti assalti. Ha praticamente già chiuso il discorso scudetto dall’alto dei 18 punti in più sulla seconda a differenza delle altre big, ancora impegnate nella lotta per vincere il campionato nazionale. Questo vuol dire che Allegri può programmare e indirizzare la preparazione sugli impegni di Champions; può gestire le forze. Far riposare chi ha bisogno di tirare il fiato provoca indubbi benefìci.
Annulla lo stress. Un solo obiettivo nella testa da qui al primo giugno, visto che la pratica scudetto (l’ottavo di fila) può essere conclusa anche dalle cosiddette riserve. Pensare solo alla Champions significa anche avere la mente più libera nel momento della stagione in cui le rivali, invece, ce l’hanno affollata di pensieri.
Spendere aggettivi su Ronaldo è superfluo, è bello rimarcare la personalità con cui gioca e il coinvolgimento e l’incitamento verso i compagni di squadra. Quando a darti la carica è il migliore, ti senti ancora più responsabilizzato e stimolato. D’altronde, lo hanno preso (anche) per questo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA