Scudetto, Inter in pole ma incombe la Juve
I nerazzurri con il vantaggio di non dover pensare alle Coppe
In attesa di dare l’assalto a Lionel Messi (parola del presidente Thoir, che su Twitter ha spiegato che a fine contratto con il Barcellona, «perché no», la “Pulce” potrebbe essere una «grande scelta»), l’Inter, al netto dei nervi a fior di pelle costati una multa agli indisciplinati Jovetic, Felipe Melo e Ljajic, resta ad oggi la favorita nella corsa allo scudetto, anche perché è prima in classifica.
Di poco, certo, rispetto a una Juve che ha messo da parte gli esperimenti, il tridente e quant’altro, ma i nerazzurri hanno il vantaggio di non dover giocare le Coppe, e non è poco. Per la verità, a volerla dire tutta, con un organico ampio le Coppe possono essere anche un modo per “accontentare” qualche scontento, e nello spogliatoio dell’Inter ce ne sono tanti. Però, quando una squadra va avanti, e le tensioni salgono, e la stanchezza mentale anche, poter preparare al meglio la partita in settimana potrebbe rivelarsi fondamentale. All’Inter manca qualcosa: Pirlo sarebbe l’ideale, cerca anche Candreva ma il laziale è sì un ottimo giocatore, ma rispetto a Perisic (e Biabiany) potrebbe essere un po’ un doppione e ricreare problemi di convivenza come fra Jovetic e Ljajic. L’impressione è però che Mancini in questa sosta dovrà scegliere una formazione base, puntare su quella e cercare di migliorare la fase offensiva (è il settimo attacco con soli 23 gol all’attivo, ha però la miglior difesa con 11 gol al passivo). Il banco di prova alla ripresa del campionato, a Empoli alle 18,30 del 6 gennaio, sarà quanto mai significativo, visto che i ragazzi di Giampaolo sono una grande realtà.
Se accreditiamo l’Inter di un 30%, la Juve delle sette vittorie consecutive e delle molte certezze deve avere almeno il 25%: ha 3 punti in meno, certo, e il pensiero delle Coppe, ma gioca a memoria, e ha un organico completo. La società sogna un regista alla Gundogan, perché Hernanes ha deluso e Marchisio sarebbe più decisivo giocando più avanti, ma anche così (e con Lavezzi?) può tranquillamente pensare di recuperare lo svantaggio. In trasferta avrà solo lo scontro diretto con la Fiorentina: il suo campionato lo deciderà in casa con Napoli, Roma e Inter.
Il Napoli? Sarri lo dice in tutte le salse: è una «bestemmia», sottolinea, pensare di recuperare in un anno il gap di 24 punti dell’anno scorso con la Juve. Le chance del Napoli dipendono dalla continuità di Pipita e da almeno un rinforzo di qualità in mezzo, per dare un ricambio ad Hamsik, ma ha comunque buone prospettive: un 15%, al pari della Fiorentina, che può contare sulla freschezza di Bernardeschi, l’incisività di Kalinic, ricambi all’altezza. Deve però rafforzarsi dietro e trovare un valido sostituto di Pepito Rossi che, come diciamo sotto, ha chiaramente detto di voler cambiare aria. Il fatto di poter giocare senza enormi pressioni, perché comunque nessuno chiede a Sousa di vincere lo scudetto, può rivelarsi un vantaggio: anche se la convivenza con l’Europa League potrebbe essere pesante, come si è vista nella sfida di Torino con la Juve (dove è apparsa un po’ affaticata). Napoli e Fiorentina hanno un punto meno dell’Inter, è comunque legittimo per loro pensare al tricolore. La Roma? Il tormentone su Garcia finirà inevitabilmente per condizionare i giallorossi, che pure hanno un organico doc. Ad oggi, non tanto per i 4 punti di distacco dall’Inter, sono accreditabili di un 10%. Il Milan? Se arriverà un grande centrocampista (ma servirebbero i soldi di Bee), e se Balotelli e Menez rientrano a pieno regime, potrebbe cercare di risalire posizioni. Ma le chance scudetto non sono più del 5%.

