Scuole calcio, incognite e prospettive in Abruzzo

Sabatini, coordinatore del settore giovanile scolastico: «Ora partite vietate, speriamo per settembre»
PESCARA. Il calcio giovanile è fermo da marzo. Attività agonistica sospesa, è possibile svolgere solo delle esercitazioni. L’attenzione è rivolta alle prossime mosse che dovrebbero permettere da settembre la ripresa agonistica a tutti i livelli. «In questo momento la partita di calcio giovanile è vietata», spiega Emidio Sabatini, originario di Scurcola Marsicana, insegnante di scuola superiore all’istituto professionale A. Serpieri di Avezzano e coordinatore regionale del Settore giovanile scolastico dal 2009. «Non si può perché la partita determina assembramenti. Dal 17 maggio scorso l’attività è ripresa grazie al via libera per gli allenamenti degli sport di squadra, tra cui il calcio. Si possono svolgere tutte le esercitazioni di tipo tecnico che non determinano assembramenti. Noi abbiamo inviato 14 esercitazioni alle nostre scuole calcio. Si possono fare tutti i giochi che non prevedono assembramenti. Devono esserci degli spazi minimi garantiti e la presenza dei ragazzi non deve essere elevata». Il Settore giovanile scolastico gestisce l’attività federale dei ragazzi dai 5 ai 12 anni. Alle scuole calcio ispira linee guida e indirizzi tecnici; svolge promozione e organizza i campionati fino ai Giovanissimi.
I numeri. In Abruzzo ci sono 200 scuole calcio più le società di settore giovanile. Sono circa 16.000 i tesserati, almeno 14 mila fanno riferimento a scuole calcio. In questo momento proliferano i centri estivi. «Le nostre scuole calcio stanno organizzando i centri estivi», prosegue Sabatini. «A maggior ragione quest’anno dopo un lungo periodo di inattività; i bambini hanno bisogno di dare sfogo al loro istinto. I centri estivi danno la possibilità di rientrare in contatto tra di loro. Se ne prevedono più di 50 in Abruzzo».
Fino a 15 anni fa il Settore giovanile scolastico organizzava in proprio dei centri estivi, ora non più. Si limita a fornire delle indicazioni ai tecnici. «Veramente», sospira Sabatini, «avevamo intenzione di ricominciare con un centro estivo federale a Roccaraso, ma è saltato tutto per via della pandemia».
Le prospettive. Quali sono gli orizzonti del calcio giovanile? «Lo scorso 15 giugno ci aspettavamo un Dpcm che ci desse qualche segnale in più. Ora il nuovo orizzonte è quello del 27 giugno. Attendiamo direttive più precise per la ripresa delle partite, un segnale che è strettamente connesso alla curva dei contagi. Lo stesso dicasi per prospettive di agosto-settembre. Aspettiamo».
A settembre che cosa accadrà? «Dall’inizio di questa emergenza ci siamo relazionati con i vari ministeri per uniformare le decisioni. Ad esempio siamo stati a stretto contatto con il Miur. Era assurdo pensare alle scuole calcio aperte in tempo di sospensione dell’attività scolastica. Certamente, se a settembre si riapriranno le scuole cresceranno le possibilità che si possa tornare a fare attività sportiva con il calcio».
Il protocollo ad adottare? «Il documento che ha per primo concesso di ripartire è quello del 17 maggio», sostiene Sabatini, «ci sono le linee guida sui comportamenti da tenere nell’esecuzione degli esercizi. Linee guida generali da coniugare con i vari sport. La Figc ha un suo protocollo di sicurezza, l’ha fatto per la pratica sportiva ed è dettagliato: va dal trasporto del calciatore all’impianto sportivo fino al deflusso. C’è tutto».
È un protocollo accessibile? «Bisogna chiarire la priorità, se è la sicurezza o la praticità, perché sicurezza e praticità non possono sempre andare a braccetto. Le procedure sono articolate, ma più che di costi bisogna parlare di sacrifici in termini di organizzazione e di presenza di personale adulto che gestisca la materia con ordine».
Tornando all’attualità. «In questo momento va chiarito che il centro estivo organizzato da un’Asd deve rispettare le regole della Figc, quindi possono partecipare i ragazzi (con nulla osta da società di provenienza) per svolgere attività ludico-motoria, non agonistica o finalizzata alla selezione. I centri estivi non possono diventare il momento per selezionare ragazzi che arrivano da altre società. Non è contemplata attività di scouting».
Il Sgs abruzzese. Emidio Sabatini è coordinatore federale regione del Sgs dal 2009. Si avvale di 84 collaboratori sparsi sul territorio: il 95% composto da tecnici laureati in Scienza motorie, il 5% da medici dello sport o psicologici, pedagogisti. Svolgono attività all’interno delle scuole, soprattutto primaria, per portare avanti progetti Figc. Da 4-5 anni portano avanti anche un progetto, denominato Gioco Calciando, premiato dalla Uefa e che ha visto la partecipazione di 140 scuole primarie.
Il Settore giovanile scolastico fa anche attività di verifica e controllo delle società che ottengono la qualifica. Esistono, infatti i centri calcistici di base, le scuole calcio e le scuole calcio d’elite. Dalla stagione 2015-2016 il Sgs gestisce anche i progetti tecnici dei centri federali territoriale di Silvi e Castel di Sangro.
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