Sebastiani: «Così non va, atteggiamento sbagliato»

Il presidente tuona: «Sono molto arrabbiato, mentalità sparagnina»
PESCARA. Un punto, qualche fischio, tanti interrogativi e molti rimpianti. Il Pescara si illude con la coppia gol Galano-Machìn e alla fine deve fare i conti con un pareggio amaro. «Sono molto arrabbiato». Il presidente biancazzurro, Daniele Sebastiani, non ama i mezzi termini e va subito a martellare il Delfino e, soprattutto, l’allenatore Zauri con un’analisi pesantissima. «A me l’atteggiamento di questo Pescara non piace», tuona il patron, «perchè non ci possiamo difendere con due gol di vantaggio e riniziamo a giocare solo quando ormai siamo sul 2-2. Non possiamo dare l’idea di una squadra che si accontenta, invece l’abbiamo fatto. Sono molto arrabbiato soprattutto per l’atteggiamento che abbiamo messo in campo. Atteggiamento sparagnino». Sebastiani punta il dito anche su Zauri: «Sono sempre molto obiettivo e stavolta non mi sento di fare i complimenti all’allenatore per come ha giocato la squadra. Anche lui ha una parte di responsabilità. Il Venezia ha giocato molto bene di squadra, noi abbiamo giocato sulle invenzioni di qualcuno e, secondo me, dobbiamo giocare come abbiamo fatto a Perugia e nelle partite precedenti. Abbiamo un gioco di squadra che può mettere in difficoltà tutti, ma con il Venezia non l’abbiamo dimostrato. Non era sicuramente un partita dove bisognava chiudersi, potevamo vincere 2-0, ma l’abbiamo pareggiata anche se sembrava che potevamo vincerla».
Il Pescara, se non segna con Machìn e Galano, rischia di incepparsi. Il mercato invernale è alle porte, la società scalda i motori per ingaggiare un bomber? «Abbiamo fatto due gol, non ci sono squadre che segnano come il Pescara. A gennaio faremo le nostre valutazioni, certo, ma bisogna anche guardarsi le spalle in classifica. Dietro corrono. Si parla sempre di una squadra che può fare di più, ma con l’atteggiamento visto col Venezia non possiamo fare di più. Siamo stati superficiali e partite del genere vanno chiuse. Siccome abbiamo elementi in panchina che possono giocare a questi livelli, devono giocare», dice riferendosi anche ad alcuni cambi effettuati da Zauri.
Sebastiani ha punto squadra e allenatore, che in sala stampa è amareggiato, ma anche abbastanza tranquillo. «Sapevamo della forza del Venezia e il pareggio è un risultato giusto», afferma il 41enne tecnico biancazzurro. «Potevamo portare a casa la vittoria, certo, ma non l’abbiamo fatto. Il Venezia è una squadra forte, però non ci ha dominato». Il Pescara dopo il 2-2 si è scrollato di dosso il torpore accumulato, ma ormai era troppo tardi. «Non so perché ci siamo svegliati solo alla fine. Conta sempre l’atteggiamento, evidentemente dovevamo essere più attenti e penso che alla fine sia stato giusto il pareggio. Non tutte le partite sono uguali e mi dispiace perché essere in vantaggio di due gol e subirne due...», l’analisi di Luciano Zauri. «Sono molto arrabbiato per il doppio vantaggio perso. Prendere gol con una difesa schierata con 5 uomini dà molto fastidio». Il Pescara è rimasto in balìa dei lagunari per larghi tratti. «Non riuscivamo a ripartire perché sbagliavamo nei passaggi. Il Venezia me l’aspettavo così. Giocano davvero bene, concedono, ma hanno idee e si è visto». Anche il cambio del modulo e alcune sostituzioni hanno fatto discutere: «Ho cambiato modulo perché Borrelli aveva speso molto e Busellato veniva da un periodo di inattività». L’allenatore marsicano, nonostante il pareggio deludente e la leggera involuzione, non sembra preoccupato. «La squadra c’è e pedala. Noi abbiamo l’arma di saper giocare a calcio, io sono tranquillo perché so che i miei ragazzi danno il massimo. In questa settimana c’è stata solo una piccola flessione nei risultati». Sabato a Frosinone un banco di prova delicatissimo.
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