Sebastiani deciso: lo 0-3 non si tocca

Il presidente del Pescara convinto: resta la vittoria a tavolino Oggi secondo grado di giudizio, poi la palla passa al Coni
PESCARA. In Emilia incrociano le dita, a Pescara sperano di non ricevere brutte sorprese. Oggi è il grande giorno, quello del caso "Sassuolo". Infatti, alle 13,30, a Roma, la corte sportiva d'appello si esprime sul ricorso presentato dalla società neroverde. Il giudice sportivo ha assegnato 3 punti a tavolino al Pescara, che sul campo il 28 agosto aveva perso 2-1, poiché il club emiliano non ha inserito nella lista dei 25 Antonino Ragusa, in campo nei 20 minuti finali della gara. Da circa un anno la norma prevede che il club invii alla Lega calcio una Pec (posta certificata) per notificare la comunicazione (e le eventuali variazioni) della lista. Ragusa, infatti, è stato acquistato il 26 agosto, cioè dopo la consegna ufficiale della rosa dei 25. Il Sassuolo sostiene di aver inviato la Pec, mentre la Lega ha fatto sapere di non averla mai ricevuta.
L'avvocato del club emiliano, Mattia Grassani, ha prodotto una documentazione dettagliata e molto articolata per provare a ribaltare la decisione del giudice sportivo. La questione, come più volte hanno avuto modo di confermare i vertici della società neroverde, è di natura tecnica e, se si è ben capito, al posto della pec sarebbe stata inviata una mail "tradizionale". Insomma, in Emilia sostengono che la situazione è fluida, il Sassuolo spera di vedere ristabilito il risultato del campo.
Ovviamente in casa biancazzurra la visione delle cose è "leggermente" diversa e il presidente Daniele Sebastiani è sereno. «Mi aspetto che venga confermata la decisione del giudice sportivo. Noi abbiamo piena fiducia nel giustizia sportiva», ha ribadito ieri il numero uno del Delfino senza fare nessun tipo di polemica. Nei giorni scorsi, però, ai dirigenti non erano piaciute alcune esternazioni del club presieduto da Squinzi. «Abbiamo fatto tutto nel modo più corretto e se c'è una giustizia vera, i 3 punti ci verranno ridati. Le vittorie si ottengono sul campo. Saremmo anche disposti a rigiocarla, ma qualcuno ce lo dovrebbe proporre. Ma non credo che sarebbe giusto, abbiamo vinto in modo corretto». Ha detto, lo scorso 29 settembre, a Sky Sport, l'amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali. Dichiarazioni che non hanno fatto fare i salti di gioia al Pescara, che, tramite il presidente Sebastiani, ha replicato al Centro, martedì scorso. «Si stanno arrampicando sugli specchi. La violazione è palese ed io ho massima fiducia nella giustizia sportiva». Fiducia che è stata ribadita anche nelle ultime ore, ma oggi a pronunciarsi tocca alla corte sportiva d'appello, presieduta da Piero Sandulli. In aula sarà presente l'avvocato Mattia Grassani, per il Sassuolo, mentre la società biancazzurra ha affidato la propria tutela legale a Vittorio Rigo. Dunque, oggi, nel tardo pomeriggio, dovrebbe arrivare la sentenza, anche se, qualunque sarà la decisione della corte sportiva d'appello, ci sarà la possibilità di ricorrere al collegio di garanzia del Coni, ma solo entro 30 giorni dalla notifica del dispositivo. Ciò significa che la battaglia legale potrebbe continuare fino a metà dicembre. In Emilia credono e sperano in una riduzione della pena, magari un -1 in classifica, con il ripristino del risultato sportivo, in riva all'Adriatico, ovviamente, una decisione del genere non verrà digerita.
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