Sebastiani divide le donne con lo spogliarello

Le associazioni contro il presidente che replica: «Era una battuta, peraltro riportata male»
PESCARA. Non è un gran momento per il Pescara. Non lo è in campo e nemmeno sul piano della comunicazione. Dapprima l’insolita espressione di Massimo Oddo alla vigilia della partita contro il Cagliari: «Voglio undici cani in mezzo al campo». Poi, lunedì mattina, la frase («se mi salvo faccio spogliare qualche bella ragazza di Pescara») attribuita al presidente Daniele Sebastiani nel corso della trasmissione “Tutti convocati” su Radio 24. E vai con la polemica! La frase ha fatto storcere il naso a molti e ieri mattina sono scese in campo diverse associazioni: Udi Pescara, Spazio Donna Abruzzo, La Galina Caminante, Mountain Wilderness, Comitato Oltre il Gazebo, Mila donnambiente, Dulzura Teatro, Donn'e, Forum H2o. Tutte con l’indice puntato verso il presidente accusato di aver pronunciato una frase sessita: «E allora speriamo che il Pescara non si salvi, caro presidente Sebastiani, perché è finito il tempo delle frasi sciocche dette senza pensare alla dignità delle donne, senza riflettere sull'oltraggio perpetuato ancora una volta verso il genere femminile. Forse», si legge nella nota firmata, «non si è accorto che un uomo di questa città si è macchiato di un delitto terribile e odioso, inaccettabile, solo pochi giorni fa. L' ennesimo omicidio di una donna che rende questa società insopportabile. Una società che continua a discriminare le donne a partire dal linguaggio che uomini come lei si permettono di usare. È così difficile provare a cambiare? Così impegnativo alzare la soglia d' attenzione e sensibilità e farsi per primi promotori del cambiamento? E' un personaggio pubblico e crediamo che lei abbia il dovere di usare le parole nel rispetto degli altri, oggi più che mai. In una Italia che conta l'omicidio di una donna ogni tre giorni, non possiamo più tacere di fronte ad affermazioni come la sua. Adesso basta davvero».
La precisazione di Sebastiani è arrivata in mattinata, dopo che la notizia e la frase incriminata avevano fatto il giro del web per tutta la giornata precedente senza che nessuno correggesse il tiro. «In merito alle presunte dichiarazioni del presidente Daniele Sebastiani, riportate in malo modo da alcune testate giornalistiche, la Delfino Pescara 1936 tiene a chiarire che il commento del presidente Sebastiani era solo una battuta a margine di una domanda le cui finalità erano di simpatia», si legge nella nota pubblicata sul sito della società. «Alla domanda del giornalista Cruciani "se si salva fa come la Ferilli a Roma" il presidente ha risposto in maniera scherzosa "se mi spoglio io non interessa a nessuno eventualmente bisogna far spogliare qualche bella ragazza di Pescara”. Detta precisazione è doverosa soprattutto per il rispetto che questa società nutre nei confronti delle donne, ed invita i signori giornalisti a riportare in maniera corretta il virgolettato dei nostri tesserati sia nelle parole, sia nei contesti argomentativi». Gira e rigira, quindi, la colpa è dei giornalisti. Tutti hanno capito male. Quantomeno opinabili, ma a stemperare i toni della polemica ha provveduto Nella Grossi, storica presidente del club Donne biancazzurre. «Daniele Sebastiani mi sembra una persona seria. Probabilmente, gli è stato fatto l’accostamento con la Ferilli e ha pronunciato una battuta scherzosa, ma montarci un caso mi sembra davvero esagerato».
Da una tifosa a una calciatrice, Giulia Di Camillo del Chieti femminile di serie A: «Mi sembra che Sebastiani non volesse offendere nessuna donna, ma è anche vero che certe battute andrebbe evitate onde evitare strumentalizzazioni. A maggior ragione se si è un personaggio pubblico».
@roccocoletti1
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