Sebastiani e la rotta salvezza: «Pescara, vinciamole tutte»

Il presidente del Delfino: «Contro la Sampdoria un finale da polli, ma adesso pensiamo alla Carrarese»
PESCARA. L’amarezza per i dieci minuti finali da incubo che hanno regalato il successo alla Sampdoria è ancora forte, ma la mente dei biancazzurri è già proiettata a Carrara e alle ultime quattro gare da non fallire per cercare di salvare la categoria. I risultati delle dirette concorrenti sono stati agrodolci. Sabato stop per il Bari e un punto per l’Entella, ieri sorrisi per il Padova e contemporaneo stop per l’Empoli, il Mantova ha inguaiato lo Spezia e si avvicina alla salvezza diretta mentre la Reggiana ha battuto la Carrarese. Il Pescara ora è penultimo, ma i play out restano a due punti, salvezza diretta distante quattro lunghezze e domenica prossima contro la Carrarese la prima di quattro gare che necessariamente indirizzeranno la stagione. Cosa non ha funzionato contro la Sampdoria? Detto che i liguri hanno tatticamente imbrigliato il Pescara dopo aver visto la gara di Reggio, per 75 minuti Saio ha rischiato poco o nulla. Anzi, è stato Martinelli ad avere tanti brividi con il Pescara per due volte vicino al raddoppio se solo Olzer avesse visto Valzania e se Meazzi avesse fatto quello a cui ha abituato tutti. Solo davanti al portiere, l’ex Entella ha clamorosamente fallito il due a zero che sapeva tanto di game.set-match. Poi i tre cambi finali di Gorgone (quello di Gravillon mezzala ha fatto discutere) con Letizia che ha sofferto Begic e con la Samp che ha prima pareggiato e poi sorpassato in pieno recupero un Pescara troppo sbilanciato in avanti. Fare il reset tenendo però ben a mente gli errori deve essere la parola d’ordine in vista di Carrara. E a mente fredda è arrivata l’analisi del presidente Daniele Sebastiani.
Cosa si sente di dire il giorno dopo la beffa contro la Samp?
«Abbiamo gettato una partita che era nelle nostre mani. A mente fredda dico che il gol del pareggio poteva essere viziato da un fallo su Letizia visto il metro di giudizio dell’arbitro per tutta la gara. La nostra gestione finale? Siamo stati dei polli. Abbiamo tanta voglia di vincere, però potevamo accontentarci. Anche se il nostro dna è questo e non possiamo snaturarci. Proviamo sempre a vincere le partite, ora dobbiamo pensare alle prossime quattro per arrivare al traguardo».
Quanto crede nella salvezza?
«È cambiato poco con i risultati delle altre. Ci credo tantissimo. I play out erano e restano a due punti. Adesso ce ne sono 12 in palio, dobbiamo crederci fino alla fine».
Se la sente di fissare un obiettivo? Salvezza diretta o provarci attraverso i play out?
«Intanto pensiamo a vincere le prossime quattro gare. Poi tireremo le somme».
Torniamo a sabato e al pubblico spettacolare. Cosa si sente di dire?
«Io ringrazio il pubblico di Pescara. Era uno stadio da brividi, da categoria superiore. Non aver vinto con questa tifoseria mi fa aumentare la rabbia».
Sebastiani, non è passata inosservata la presenza di Ciro Immobile in tribuna. Un segnale per il futuro?
«Immobile mi ha chiamato la mattina e mi ha chiesto se poteva venire. Gli ho detto che doveva venire. Ma non ha nessun significato per il futuro se non ribadire che tutti i giocatori che hanno vestito questa maglia restano legati alla squadra e alla città».
Con la Carrarese ci saranno dei rientri?
«Nei prossimi giorni vedremo. Faraoni e Lamine speriamo di recuperarli. Tsadjout e Merola domani vanno valutati».
Sebastiani, appare chiaro che contro la Carrarese sia la classica partita della vita.
«Penso che con quattro gare che mancano ora dobbiamo fare risultato. Partita della vita? No, sono tutte e quattro fondamentali le partite. Salvezza diretta o play out lo vedremo e per come ho visto il Pescara ce la giocheremo con tutti. E non dimentichiamoci una cosa: questa Sampdoria che ci ha battuto è veramente forte».
Oggi firmerebbe per i play out?
«Ripeto, pensiamo a vincere le prossime quattro partite. Io credo nel miracolo. Il Pescara è una squadra veramente forte e ce la possiamo fare».
La classifica maturata dopo le gare di ieri lascia aperta ogni possibilità, anche la salvezza diretta è ancora raggiungibile. Ma per centrare quel traguardo serviranno almeno 10 punti. Come dire: bonus finiti e già domenica prossima servirà un Pescara forte, determinato e magari con quel pizzico di cinismo in più che contro la Sampdoria poteva regalare i tre punti davanti ad uno stadio da serie A.
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