Sebastiani fiducioso: ripartire in sicurezza

27 Aprile 2020

PESCARA . «C’è voglia di ripartire, ma bisogna farlo in tutta sicurezza». Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani è in sintonia con il capo della Figc Gabriele Gravina. La priorità è quella di...

PESCARA . «C’è voglia di ripartire, ma bisogna farlo in tutta sicurezza». Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani è in sintonia con il capo della Figc Gabriele Gravina. La priorità è quella di portare a termine la stagione, anche a costo di dover rinviare la conclusione di qualche mese. La commissione medico-scientifica della Figc ha redatto un protocollo di sicurezza per la ripresa degli allenamenti che in queste ore i ministri dello Sport e della Salute, Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza, stanno analizzando prima di dare il via libera. Le sedute potrebbero ricominciare il 4 maggio e, secondo i programmi, la A dovrebbe tornare in campo alla fine del mese prossimo. Diverso il discorso per la B, dove i club dovranno organizzarsi per garantire la ripresa in totale sicurezza. Allo stato attuale, a differenza della massima serie, tra i cadetti molte società devono ancora organizzarsi per ospitare calciatori, dipendenti e staff in un'unica struttura, dove vivere un mese e mezzo-due senza avere contatti con l’esterno. Su questo aspetto il Pescara è già pronto per rispettare il protocollo di sicurezza. In caso di placet da parte del Governo, i biancazzurri si allenerebbero al centro sportivo Poggio degli Ulivi e alloggerebbero all’Ekk di Città Sant’Angelo, l’hotel gestito dal Delfino dove già da tempo si svolgono i ritiri pre-partita. Non tutti i club di B hanno le stesse capacità, perciò, con ogni probabilità, il torneo ripartirà in ritardo rispetto a quello della massima serie. Comunque sia, il problema principale resta quello di salvaguardare la salute, come ha ribadito Sebastiani ai microfoni di Marte Sport Live: «Se c’è la possibilità di allungare la stagione con tutta una serie di assicurazioni, come allungare i contratti o i prestiti, non vedo perché non farlo», le parole del presidente del Pescara, il quale, in linea con il pensiero di Gravina, ha precisato che non sarebbe un problema procrastinare la conclusione della serie B ad autunno inoltrato. «Potremmo giocare fino ad ottobre e, subito dopo, iniziare il campionato successivo. Non dobbiamo forzare i tempi, cosa succederebbe se poi ci fosse un altro intoppo? In questo momento ci sono ancora tante vittime per il coronavirus, quindi, forse servirebbe maggiore tranquillità. Il calcio deve lanciare un segnale importante anche all’esterno, dobbiamo ragionare in termini sistemici. Forse ne usciremo meglio a livello di immagine». Peccato che l’invito all’unità lanciato da Sebastiani sia stato disatteso dopo poche ore a causa della distanza, forse incolmabile, tra i vertici della Lega B ( e della Lega nazionale dilettanti) e quelli della Lega Pro. Ieri il presidente della Lega B, Mauro Balata, ha espresso il proprio disappunto nei confronti del suo omologo della Lega Pro Francesco Ghirelli che nella prossima assemblea del 4 maggio potrebbe chiedere la sospensione definitiva al campionati, il blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla D, e la promozione in B di quattro società (le tre prime dei gironi più una quarta da individuare attraverso un sorteggio). Proposte che Balata ha bollato come «totalmente non condivisibili e irricevibili». In sintonia con il capo dei dilettanti Cosimo Sibilia che ha accusato Ghirelli e la Lega Pro di fuga in avanti, visto che è il consiglio federale a dover decidere.
Giovanni Tontodonati
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