Sebastiani: il Pescara ora corre, prima camminava

20 Dicembre 2020

Il presidente: «Il gol di Bocchetti? L’avrei baciato, non ho mai urlato così prima di questa partita»

PESCARA . Corre, gioca, lotta e reagisce. Una vittoria di prestigio contro una nobile della categoria, dopo una gara godibile ed interessante, e dalla quale si rinforza la convinzione che il Delfino non sia una squadra da bassifondi. A fine gara, quasi senza voce, tiene ad esprimerlo chiaramente il presidente Daniele Sebastiani, che elogia il rendimento di tutti, in primis il tecnico Roberto Breda, in un chiaro contesto di maggiore tenuta fisica e compattezza tattica della squadra. «Una grande vittoria, i ragazzi hanno dato il massimo, sarebbe stata una beffa non portare a casa la vittoria dopo tutto quello che abbiamo creato», afferma il massimo dirigente pescarese, che prima della gara si era intrattenuto a pranzo con l’amministratore delegato del Monza Adriano Galliani «...a conferma di un grande rapporto che continua».
Una differenza rilevata con quanto emerso nella prima parte del torneo è sicuramente la tenuta fisica della squadra. «Non voglio fare paragoni», prosegue Sebastiani, «ma prima questa squadra camminava, oggi comincia a correre, ma è solo una mia considerazione. Non ho mai urlato come oggi (ieri, ndc), se nei primi 10’ della ripresa avessimo segnato 2 o 3 gol non avremmo rubato niente. Ma adesso occorre lavorare ancora molto per uscire da questa bassa posizione di classifica che credo la squadra non meriti. La reazione al gol vincente di Bocchetti? Gli avrei dato un bacio...», ironizza il massimo dirigente biancazzurro. Si torna a vedere il futuro dunque con un filo di ottimismo in più, e per il mercato di gennaio il discorso del presidente è molto semplice. «Occorre sicuramente rinforzare l’attacco, non ci sono dubbi, è quella la priorità; con i difensori penso che siamo a posto, comunque poi vediamo...». E sulla querelle legata al centro sporitvo Poggio degli Ulivi, taglia corto. «Non lasciamo certo il Poggio, che è la nostra casa, e sulla quale abbiamo investito tanto in lavori migliorativi. Posso solo dire che io gli impegni li mantengo». E precisa che la visita sui campi di Silvi in settimana era dettata solo da una esplorazione integrativa delle strutture utilizzate dalla società. «Abbiamo sempre bisogno di campi, anche per far riposare l’unico in erba naturale del Poggio, e siamo quindi vigili sulle possibilità di averne altri a disposizione».
Paolo Toro
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