Sebastiani, l’ora del silenzio: «Parlerò a fine campionato»

Il presidente segue la partita dalla panchina e alla fine non rilascia interviste L’amarezza del mediano Valdifiori: tutti responsabili, ma rimarrei anche in C
PESCARA. Chi dimentica il passato è destinato a riviverlo. Per questo motivo, forse, Daniele Sebastiani continua il suo lungo silenzio stampa. Gli errori commessi, in un passato non troppo lontano, anche a livello di comunicazione, lo hanno portato lontano dalle telecamere. A fine partita il presidente del Pescara è uno dei primi che arriva nel parcheggio dello stadio Adriatico. Sigaro in bocca, mascherina abbassata e qualche cenno con la mano rivolto a chi incrocia. Si ferma davanti alla sua auto nera, ma, appena vede qualche cronista, evita di rilasciare dichiarazioni. «A fine campionato parlerò», dice mentre sbuffa fumo. Niente. Nessuna dichiarazione.
Il massimo dirigente biancazzurro ieri ha seguito la partita dalla panchina, accanto al ds Antonio Bocchetti. A fine gara ha dato il cinque a qualche giocatore e poi è andato via. Da quello che si intuisce, il prossimo anno al timone del Pescara ci sarà ancora lui.
Bisognerà capire poi con quale progetto, con quali ambizioni e con quale allenatore. «Grassadonia lavora molto bene, non avrei problemi a confermarlo per la prossima stagione», aveva detto qualche settimana fa. Adesso le cose sono cambiate con la retrocessione in C, ma l’idea del patron biancazzurro potrebbe essere ancora la stessa.
«Sono molto felice di essere qui, spero di potere salvare questa stagione per ripartire alla grande. Futuro? Ho un anno di contratto, poi sono valutazioni che si faranno con la società e non avrei problemi a restare anche in C. Adesso, però, con i miei compagni lotteremo fino all'ultimo. Non contano le parole, perchè ora c'è solo da scendere in campo e lottare». Parole chiare del centrocampista Mirko Valdifiori, che guarda alle ultime due partite, ma anche al prossimo campionato. «Quando le cose non vanno bene siamo tutti responsabili, io per primo che sono il più “vecchio”. Le parole contano poco, ora contano i fatti, ho sempre cercato di dare il massimo in campo e fuori. Se la nostra stagione è andata così è forse perché non abbiamo fatto tutti quello che potevamo. Andiamo avanti con dignità fino all'ultimo perché questa piazza e questi tifosi meritano il massimo. Siamo noi i primi rammaricati per come è andata questa annata, ma cercheremo di recuperarla fino all'ultimo secondo. A Cosenza abbiamo sbagliato e se oggi abbiamo ancora l'1% di possibilità, vogliamo giocarcele fino all'ultimo».
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