Sebastiani: niente riposo, la squadra pensi a lavorare

Allenatore confermato: «Oddo resterà con noi sino a fine stagione»
PESCARA. Non c’è stato nemmeno il tempo di ragionare su un eventuale ribaltone in panchina. Ci ha pensato Daniele Sebastiani a chiarire la posizione della società. «Oddo resta con noi sino a fine stagione», ha detto il presidente del Pescara al termine della gara, «e se dovesse servire, confermo che vorrei ripartire con lui anche l’anno prossimo». Eppure, dopo i gol dell’Empoli, si erano sparse le prime voci su un possibile cambio di direzione. Ad esempio, era spuntato il nome di Stefano Colantuono come possibile successore dell’allenatore pescarese.
Nei giorni scorsi Colantuono ha risolto il contratto che lo legava all’Udinese. E nelle ultime ore il tecnico romano ha avuto contatti con il Bari. Qualcuno pensava che stesse temporeggiando per capire l’evolversi della situazione in riva all’Adriatico. Voci prive di riscontro, tant’é che Sebastiani non ha esitato a ribadire la fiducia all’allenatore che ha portato in A il Delfino. «Siamo una vera famiglia e siamo uniti, con Oddo e con la squadra. Non si esce da una crisi stravolgendo le cose. Bisogna rimboccarsi le maniche. Ora ci saranno due settimane di duro lavoro e non sarà concesso nessun permesso ai calciatori. Abbiamo perso meritatamente, però siamo stati anche sfortunati».
Se l’allenatore non si tocca significa che la qualità dell’organico non è all’altezza della serie A. «Mi prendo tutte le colpe. Comunque, a fine mercato eravate tutti contenti e felici per la rosa che avevamo allestito. Ora è facile parlare. Purtroppo ci sono alcuni calciatori infortunati che devono recuperare la condizione. Poi, a gennaio, se ci sarà da fare qualcosa non ci tireremo indietro».
In verità Oddo aveva chiesto un difensore mancino e un attaccante affidabile. «Non è che con un difensore mancino non avremmo preso gol. Abbiamo una squadra completa. Coda e Gyomber sono calciatori importanti, così come Bahebeck, ma si sono fatti male. La contestazione dei tifosi? Hanno incitato la squadra fino alla fine, dobbiamo solo ringraziarli. I fischi sono giusti».
Lo 0-4 è scaturito anche da alcuni episodi sfavorevoli. Ad esempio, Orsato ha negato un rigore netto (mani di Cosic) al Delfino. «Dopo la gara contro il Genoa, cioè da quando Preziosi ha sparato a zero sull’arbitro Irrati abbiamo subìto vari torti. Se il fallo di Zampano è stato giudicato un gesto antisportivo, quello di Cosic è un colpo da pugilato. Forse il presidente del Genoa è molto potente. Di certo avrebbero dovuto squalificarlo per le offese a Irrati («è matto», aveva detto Preziosi, ndr) invece non è successo nulla».
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