Sebastiani: «Perdite per cinque milioni se non si ripartirà»

13 Maggio 2020

Il presidente: «Il futuro del club non è in discussione, ma certi rischi vanno accettati per evitare guai peggiori»

PESCARA. «Per il Pescara cinque milioni di perdite e cinque anni per recuperarle». Daniele Sebastiani indica gli effetti negativi in caso di mancata ripresa del campionato. Il presidente resta moderatamente fiducioso sulla ripartenza, nonostante le pesanti critiche al protocollo scagliate da alcuni suoi omologhi della B e il malcontento dei medici sociali sulla questione della responsabilità in caso di contagi. Sebastiani lancia anche un messaggio rassicurante ai tifosi sul futuro della società. «Sia in caso di stop sia di ripartenza ci iscriveremo al prossimo campionato», le parole del patron, «la preoccupazione maggiore è che con questa situazione rischiamo di rovinare questo torneo e anche il prossimo». Dunque, in caso di stop definitivo, secondo i calcoli del maggiore azionista, il Delfino perderebbe cinque milioni di euro. Il buco potrebbe essere assorbito in cinque anni di gestione sana, che passerebbe attraverso un ridimensionamento dei costi e una programmazione oculata. Stesso discorso per le altre società cadette, tra le quali crescono di giorno in giorno quelle che considerano insostenibile il protocollo sanitario e lo criticano in maniera sempre più energica. Troppo alti i costi da mettere in conto e anche il rischio di finire prima di cominciare. Del nutrito gruppo dei contestatori fanno parte pure i patron di Entella e Pordenone, Antonio Gozzi e Mauro Lovisa. «Se c'è un positivo che succede? Tutti vanno in quarantena: ci chiediamo se questo rende possibile la ripresa del campionato», si domanda il presidente dei liguri Gozzi. «Siamo in situazione di incertezza totale, bisogna trovare una sostenibilità per il calcio di B, altrimenti non si andrà avanti».
«Non è possibile che quotidianamente le autorità pongano ostacoli sulla via della ripartenza», il commento di Lovisa.
L’altro nodo riguarda la quarantena obbligatoria per l’intera squadra anche in caso una sola positività al virus. Secondo Sebastiani non ci sarebbe altra scelta. «È un rischio che il calcio deve correre e assumersi, se la volontà è quella di ricominciare per evitare guai maggiori», afferma il presidente che, insieme ai suoi omologhi, nelle prossime ore dovrà cercare di placare anche la rivolta dei medici. In base alla relazione del comitato tecnico scientifico del Governo, avranno loro la responsabilità dell’osservanza del protocollo e in caso di contagi. «Ho già ricevuto molte lettere di colleghi dalla serie B che minacciano le dimissioni in caso non venisse rivista la questione della responsabilità, che diventa una responsabilità penale», ha rivelato Enrico Castellacci, ex medico della Nazionale e presidente della Libera associazione medici italiani del calcio. «Faremo delle verifiche, abbiamo già allertato i nostri legali».
In questo clima, la ripresa della B sembra molto lontana.
Camp on line per bambini. Il camp estivo del Pescara si terrà ugualmente. Non in montagna, è chiaro, bensì attraverso due mesi di video lezioni (24 in totale) con istruttori e il coinvolgimento di calciatori della prima squadra. L’iniziativa del club è rivolta ai nati tra il 2003 e il 2012. Info e iscrizioni: tel. 334 8041100 (Marco Arcese) o e-mail academy@pescaracalcio.com.
Giovanni Tontodonati
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