Sebastiani rincara la dose: «C’è sudditanza psicologica»
NAPOLI. Il Pescara esce dal San Paolo a testa altissima. La squadra di Massimo Oddo si è confermata un osso duro per gli azzurri, poi però purtroppo alcuni limiti sono emersi e si è concretizzata la...
NAPOLI. Il Pescara esce dal San Paolo a testa altissima. La squadra di Massimo Oddo si è confermata un osso duro per gli azzurri, poi però purtroppo alcuni limiti sono emersi e si è concretizzata la sconfitta. Il pensiero comune, in casa abruzzese, è che se si continua così la rimonta sull’Empoli – da ieri a +9 – può essere possibile. Chissà. Il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, continua a crederci anche perché la sua garanzia è proprio il gruppo. «C’è una sola cosa da fare: i complimenti ai ragazzi e al mister, perché hanno dimostrato di avere valori importanti e di essere un grande gruppo. Non è facile fare questo tipo di partita al San Paolo, contro il Napoli che è una grande squadra. Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, poi purtroppo il gol subito a freddo ad inizio ripresa ha cambiato volto alla partita».
Altro episodio da rimarcare è il rigore non concesso su Gilardino. «Purtroppo è un periodo storto, anche da questo punto di vista. Penso che in quell’occasione, oltre al penalty, c’era anche l’espulsione del giocatore del Napoli e sarebbe cambiata sicuramente la gara, perché il Pescara avrebbe potuto fare certamente qualcosa di diverso. Io non credo nella malafede degli arbitri», ha detto Sebastiani, anche rispondendo a distanza alla polemica del presidente del Genoa Preziosi, «ma sono d’accordo quando si parla della sudditanza psicologica. Purtroppo è una cosa che c’è sempre stata, c’è e ci sarà sempre».
Grande emergenza per il Pescara, che ieri aveva dieci giocatori fuori: praticamente una squadra intera che non c’era. Ma la prova del San Paolo convince Sebastiani. «Non dobbiamo parlare di sfortuna, altrimenti qualcuno pensa male. Purtroppo è un periodo così e dobbiamo cercare di superarlo, solo così possiamo uscirne fuori. Certo è strano avere venti giocatori al seguito e perdere, a poche ore dalla gara, un difensore centrale a causa di un virus, proprio nel reparto in cui siamo più in emergenza. Non era la partita che serviva per rilanciarci, ma secondo me l’ha fatto a livello mentale perché la prestazione è stata superba. Abbiamo rischiato poco o nulla, siamo stati equilibrati per tutto il primo tempo poi è normale che sull’1-0 rischiamo qualcosa. Anche chi ha giocato fuori ruolo, come Verre e Benali, si è comportato in maniera più che discreta».
Sui singoli, però, Sebastiani spende qualche parola in più per Dario Zuparic. Il difensore croato non era stato convocato, ma visto il forfait di Stendardo è stato richiamato in fretta e in furia e ha raggiunto Napoli in auto, mangiando una piadina in autogrill. «Va solo ringraziato per la sua disponibilità, ha dato dimostrazione di credere in questo gruppo. Andrà via? Forse, ambisce a giocare di più».
Assist per il mercato. «In questo momento sarebbe importante recuperare chi è arrivato, chi è fuori, c’è bisogno di tranquillità, speriamo di vedere qualcuno dei nuovi in campo già col Sassuolo. Mattiello? Alla Juve lo abbiamo chiesto, Mandragora sappiamo il tipo di discorso che fa la Juve».
Gara speciale per Alessandro Bruno, campano doc, nato e cresciuto a Benevento. Anche a Napoli ha disputato una partita di pregevole fattura, come quella di Palermo. «Abbiamo cercato di aggredire alto il Napoli. Lo abbiamo fatto sempre nel primo tempo, mentre nella ripresa errore quell’errore sulla palla inattiva ci ha penalizzato. Una squadra che vuole salvarsi non può permetterselo. La prestazione è stata sontuosa, abbiamo messo il Napoli in difficoltà e lo hanno ammesso anche loro. Abbiamo giocato con la giusta aggressività e se fossimo stati più fortunati avremmo potuto sperare in qualcosa di diverso. Bisogna giocare così per risalire la classifica». (m.s.)

