Sebastiani ritrova il sorriso «Mi sono proprio divertito»

4 Marzo 2019

«Con Pillon ho un rapporto bellissimo, però dico sempre quello che penso»

PESCARA. «Se mi sono divertito? Certo che sì, quando giochiamo a calcio mi diverto sempre e ce la giochiamo con tutti, di questo sono convinto da sempre. A Benevento abbiamo sbagliato atteggiamento, stavolta invece siamo stati giusti, di testa e di squadra. E quando siamo giusti, il resto arriva di conseguenza». È di buonumore a fine gara il presidente Sebastiani, in vena di scherzi e pungente, se del caso. Prima di entrare in sala stampa si concede un sigaro sotto la tribuna, raccogliendo consensi e qualche suggerimento: «Mancuso? L'anno prossimo farà la serie A, con chi però non ve lo dico. La società? A fine anno vendo pure i pali e me ne vado», ribatte sorridendo alla presidentessa del club Donne biancazzurre Nella Grossi che lo invita a “non dare peso alle critiche e andare avanti”.
Inevitabile riferimento al pubblico, scarsino anche col primo sole di marzo. «Pazienza, ma stiamo bene con quelli che vengono. Sono stufo di parlare di chi non viene, mi tengo a ringrazio stretti quelli che ci sono sempre, freddo o caldo, vittorie o sconfitte. Dico solo che la squadra meriterebbe di più, per come gioca, per l'impegno e anche per i risultati ottenuti». In effetti la classifica torna a sorridere. Terzo posto a un punto dal Palermo e a tre dal Brescia. «Beh, certo, siamo in ottima posizione ma andiamoci calmi con le fantasie, intanto perché abbiamo una partita in più del Palermo e anche del Benevento», replica Sebastiani «diciamo che con la vittoria contro lo Spezia dovremmo essere salvi, del resto magari ne riparliamo fra quattro o cinque giornate. Ci possiamo divertire, questo è certo». Anche con Pillon? «Guardate che col mister ho un rapporto splendido, non creiamo problemi che non ci sono e non c'è ragione che ci siano. L'ho rivisto ieri sera (venerdì) e abbiamo scambiato alcune opinioni con la serenità di sempre», ribatte il presidente biancazzurro, «del futuro parleremo quando sarà il momento. Ma di quello che sta facendo siamo tutti contenti».
Tornando alla squadra, grande prestazione collettiva nonostante le assenze pesanti, ma con citazione doverosa per i “vecchietti”. «Sono d'accordo. Ho rivisto il Memushaj dei tempi migliori, gliel'ho detto appena è rientrato negli spogliatoi; su Campagnaro è inutile aggiungere altro, solo chi non sa di calcio lo può discutere». Detto dell'ennesima grande prova di Fiorillo, inevitabile una chiosa su Bruno, vice Brugman a modo suo, ovviamente, ma quasi insuperabile. «Alessandro è stato superlativo, certo non puoi chiedergli le giocate di Gaston, ma il suo lo fa e sempre con grandissima disciplina». A questo punto si potrebbe ipotizzare anche una convivenza tra i due, con Brugman magari più vicino alle punte. «Ah no», sorride Sebastiani, «questo non me lo fate dire. Tocca al mister, io magari dico la mia su certe partite ma le formazioni non le ho mai fatte e non le farò mai...».
La parola passa proprio a Bruno, uscito tra gli applausi scroscianti dei 6.179 spettatori presenti all’Adriatico. Nel mercato di gennaio molti tifosi avevano etichettato il suo ritorno a Pescara come una questione familiare (Bruno è il genero di Sebastiani), invece, come sempre, in campo il centrocampista non si è risparmiato. «Sono contento che i tifosi abbiano apprezzato la mia prestazione», commenta il mediano, «sono attaccatissimo a questa maglia che sognavo sin da quando ero un ragazzino. Pescara è la mia seconda casa. I fischi di qualche settimana fa? Il calciatori vengono elogiati o criticati ovunque, ma alla fine se uno si comporta da professionista la gente se ne accorge». Tra i migliori in campo, Bruno si gode i tre punti. «Abbiamo battuto una squadra forte, anche se potevamo fare qualche gol in più in contropiede e chiudere prima la partita». Ora testa alla gara di sabato a Cittadella. «È un altro impegno duro, ma siamo pronti a soffrire per portare a casa un risultato positivo»
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