Sebastiani: «Servono direttive chiare per poter ripartire»

Responsabilità penale, assicurazioni e protocollo sanitario: il presidente biancazzurro chiede risposte a Figc e Governo
PESCARA. Bisognerà aspettare ancora un po’ per conoscere le strategie dell’eventuale ripresa. Come i club di serie A, anche quelli di B attendono novità dal Governo sul protocollo di sicurezza da rispettare in caso di ripartenza e, proprio per questo motivo, il consiglio federale in programma venerdì è stato rinviato. La Lega B anticiperà comunque la discussione domani nel corso del consiglio direttivo che annovera tra i suoi membri il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. L’intenzione dei club cadetti resta invariata: si tornerà a giocare quando i rischi per la salute saranno quasi pari a zero. «Questo periodo sarà un test importante per capire se i contagi diminuiranno», le parole di Sebastiani, «poi si penserà alla ripresa. Credo che entro dieci giorni il mondo del calcio conoscerà la strada da percorrere e auspico maggiore chiarezza nelle decisioni; negli ultimi tempi ci sono state troppe contraddizioni. Vogliamo concludere il campionato, perché i risultati si ottengono sul campo, ma non possiamo rischiare». Un tema spinoso riguarda la responsabilità penale che i presidenti e gli amministratori delegati avranno in caso di mancata tutela della salute dei giocatori. Sull’argomento i dirigenti si sono mostrati molto preoccupati. «Come si fa a non esserlo? Lo sono anch’io, ovviamente», ammette il patron biancazzurro, «parliamo di un virus che non conosciamo a fondo, serviranno controlli meticolosi e non si sa se basteranno. E i club non potranno contare nemmeno sulle assicurazioni che avrebbero costi insostenibili, semmai dovessero decidere in tempi brevi di coprire simili casi. Pensate se la Juventus dovesse acquistare una polizza per Cristiano Ronaldo: quanto costerebbe? È un tema delicatissimo, speriamo di venirne a capo». A proposito di spese, molte società di B non riuscirebbero a garantire il rispetto delle prescrizioni indicate dai medici federali. «Non è solo una questione di protocollo, che pure implica un esborso di almeno 300-400mila euro. Il problema è che non tutti hanno un numero di campi sufficienti e strutture adeguate per fare allenare la squadra e tenerla isolata». Infine, un commento sulle voci di una possibile riforma del format dei campionati, con la B divisa in due gironi da 20 squadre, quelle dell’attuale torneo e altrettante provenienti dalla C. Sebastiani non sembra affascinato da una soluzione di questo tipo. «È solo una delle tante ipotesi di riforma dei campionati. Ben vengano i progetti che garantiscono la sostenibilità del sistema, ma le decisioni vanno prese coinvolgendo tutte le componenti».
Notiziario. Secondo giorno di allenamenti (individuali e facoltativi) al Poggio degli Ulivi. Agli undici biancazzurri presenti già da lunedì (Bettella, Elizalde, Masciangelo, Memushaj, Crecco, Kastanos, Bruno, Clemenza, Melegoni, Bocic e Bojinov) si sono aggiunti Balzano, Galano, Maniero e Di Grazia. Dunque, è salito a quindici il numero dei calciatori che hanno scelto di allenarsi al centro sportivo di Città Sant’Angelo, mentre il resto della comitiva ha proseguito il programma lavorando in spiaggia o in altri spazi all’aperto.
Giovanni Tontodonati
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