Sebastiani: solo coi giovani il Pescara avrà un futuro

E la fondazione Pescarabruzzo abbraccia il progetto scouting
PESCARA. Bilancio, giovani e futuro. E l’orgoglio di avere i conti in ordine. Daniele Sebastiani prende spunto dalla pubblicazione dell’analisi del bilancio 2015 del Pescara, nell’edizione di ieri dal Centro, per tracciare le linee programmatiche e per parlare della serie B dei prossimi anni. Quella che dovrà fare i conti con i “paracadute” milionari (60 in totale) delle società che scenderanno dalla A. «La nostra categoria rischia di essere svilita, schiacciata irrimediabilmente dalla serie A», ha detto il presidente biancazzurro. «Ma se scappa il piede anche a Palermo e Sampdoria e retrocedono insieme al Verona che campionato sarà? Ognuna di esse scenderebbe con un budget iniziale di circa 30 milioni, come faranno le altre a competere per la promozione? Con quali mezzi? Si rischia veramente di ammazzare la serie B. E mi dispiace che questa eventualità stia passando sotto silenzio. E’ in ballo il futuro del calcio in Italia!».
Il Pescara ha chiuso il bilancio del 2015 in rosso (4,6 milioni di euro), per la prima volta dopo due anni di utili.
«Ci sono mancati i soldi del paracadute (cinque milioni, ndr) che avevamo in bilancio nell’anno precedente. Ma la società ha i conti in ordine ed è abbastanza solida. Ci siamo riusciti grazie a sacrifici personali e alle plusvalenze. Oggi, purtroppo, gli incassi al botteghino e gli sponsor hanno un’incidenza relativa, come testimoniata dall’analisi del Centro. La strada da percorrere è la valorizzazione dei giovani, non si scappa. E noi abbiamo già tracciato un solco sul quale dovremo continuare a lavorare. Solo così potremo continuare a fare calcio a certi livelli».
Quindi?
«Tra premi di valorizzazione, bonus, la plusvalenza di Fiamozzi (ceduto al Genoa, a gennaio, per 1,5 milioni dopo essere stato ingaggiato a parametro zero dal Varese, ndr) e il probabile riscatto di Brugman (da parte del Palermo, ndr) abbiamo già sei milioni di euro nel bilancio che chiuderemo al 30 giugno 2016. E, a mio avviso, tornerà ad esseere in utile».
Nel frattempo, il 5 aprile, in prima convocazione, e il 6, in seconda, è in programma l’assemblea dei soci per la ricapitalizzazione.
«Certo, stiamo ultimando il lavoro di preparazione. E credo che bisognerà versare poco più di quattro milioni».
Il capitale sociale?
«Dovrebbe essere di 2,2 milioni circa (in precedenza era di 5,5 milioni, ndr)».
Nel bilancio 2015 del Pescara si fa riferimento a un prestito obbligazionario di 5 milioni di euro, di che cosa si tratta?
«Il Pescara ha emesso un pacchetto di obbligazioni, legato al progetto scouting, interamente sottoscritto dalla Fondazione Pescarabruzzo (presieduta da Nicola Mattoscio, ndr). Un prestito obbligazionario di 5 milioni rimborsabile in quattro annualità. La prima rata è stata già liquidata insieme alla cedola degli interessi. Si tratta di un investimento che punta a monitorare i giovani, sia in Italia che all’estero. E, numeri alla mano, credo che sia un progetto che sta dando buoni frutti».
Pescara linea verde.
«Non può essere altrimenti. C’è un codice di autoregolamentazione della Lega B di cui tenere conto a partire della prossima stagione».
Che cosa dice?
«Il lordo degli ingaggi dei tesserati non potrà superare il 55% del valore della produzione, ovvero dei ricavi. Ricavi in cui, badate bene, non vengono conteggiate le plusvalenze. Se sarà sfondato il tetto del 55% alle società verrà decurtata una parte dei contributi che arrivano dalla Lega. E noi come Pescara dovremo attenerci a questo codice di autoregolamentazione. Non potremo pagare più certi ingaggi. Il costo dei tesserati andrà per forza di cose rivisto al ribasso».
Giovani nel futuro, ma adesso la squadra è in crisi.
«Crisi di risultati, non di gioco. La squadra è viva. Io sono convinto che vadano aggiustate alcune cose, e l’allenatore sta lavorando in questa direzione, dopodiché il Pescara ripartirà e spero sia protagonista nei play off».
@roccocoletti1
©RIPRODUZIONE RISERVATA

