Sebastiani: tutti in discussione

14 Novembre 2017

Il presidente avverte Zeman: «La posizione in classifica non rispecchia il valore della rosa»

PESCARA. La delusione è palpabile, non solo nell’ambiente. I tifosi del Pescara sono amareggiati per i risultati delle ultime quattro gare (un pareggio e tre sconfitte) e ora il malcontento ha contagiato anche i vertici della società. Daniele Sebastiani si prende le sue responsabilità. «Siamo tutti in discussione: dirigenza, allenatore e giocatori», afferma il presidente biancazzurro al Tg3 Abruzzo della Rai.«Questa è una piazza che si aspetta molto dalla squadra. La società è sempre in prima linea. Nelle difficoltà non mi sono mai nascosto e non lo farò nemmeno ora».
Dopo la sconfitta casalinga contro il Brescia Sebastiani aveva allontanato i cattivi pensieri sull’allenatore. «La fiducia verso Zeman è incondizionata», queste le sue parole dopo lo 0-3 contro le Rondinelle. Tuttavia, se malauguratamente sabato con la Pro Vercelli il Delfino dovesse compiere un altro passo falso, anche la posizione del boemo verrebbe messa in discussione. Sull’argomento il monito di Sebastiani è abbastanza eloquente. «La nostra classifica (13° posto, ndr) non rispecchia i valori della rosa. A Bari abbiamo disputato un buonissimo primo tempo, anche se non abbiamo creato grandi pericoli agli avversari. Nel secondo, invece, siamo spariti completamente dal campo. Zeman dovrà approfondire bene questo aspetto e capire le cause. Le partite durano novanta minuti». In una situazione simile il bel gioco non interessa, ora servono i punti. « Nel calcio i risultati sono tutto. Se vinci il giudizio è positivo, altrimenti diventa negativo».
Il momento di Pettinari. Nel cammino altalenante del Pescara spicca lo strano rendimento di Stefano Pettinari. L’attaccante biancazzurro ha iniziato la stagione in modo esaltante. Sette gol nelle prime quattro gare con due triplette contro Foggia e Frosinone. Poi un calo progressivo che gli ha fatto precipitare la media realizzativa da 1,75 a 0,57 centri a partita. Nelle ultime dieci gare Pettinari è andato a bersaglio soltanto una volta contro l’Avellino. Ma, prolificità a parte, il problema vero è che il 25enne romano negli ultimi due mesi ha avuto pochissime occasioni per arricchire il proprio score. Sarebbe il caso di individuare le cause. Di sicuro il Delfino confeziona meno occasioni rispetto alle prime gare di campionato. Ad esempio, a Bari, la squadra ha indirizzato il primo pallone verso la porta dei pugliesi a pochi minuti dalla fine con Crescenzi. Vero è che nella ripresa la squadra ha arretrato il baricentro, ma è altrettanto chiaro che nella prima frazione il predominio territoriale non si è tradotto in azioni pericolose. Così, Pettinari non ha mai avuto la possibilità di liberarsi al tiro.
Dopo le prime giornate Stefano spiegava così il suo straordinario exploit. «Ora so quello che devo fare in campo e ho in mente un obiettivo preciso: fare gol». Nei tornei precedenti, Pettinari ha sempre mostrato grande generosità. Tanto lavoro sporco al servizio della squadra che lo ha forse penalizzato sotto il profilo realizzativo. E nelle recenti apparizioni sembra essere tornato quello di prima. Anche a Bari tanto sacrificio e movimento, ma poca incisività negli ultimi metri. Addirittura, al San Nicola è stato (insieme a Brugman) il calciatore del Pescara che ha commesso il maggiore numero di falli (4). Per dargli un sostegno, Zeman nella ripresa ha inserito Cappelluzzo a destra del tridente. Una mossa incomprensibile e dannosa, mentre Ganz trascorreva tutta la serata ancora una volta in panchina...
©RIPRODUZIONE RISERVATA