Sebastiani vuole vendere Cascione al passo d’addio

Il presidente tratta la cessione del club. Se dovesse restare, sarà un Delfino baby
PESCARA. Calma piatta in casa Pescara, dopo l’eliminazione dai play off con la sconfitta casalinga contro la Juventus Next Gen. Ad oggi non sono stati neanche presi in considerazioni temi riguardanti le gestioni tecniche della prossima stagione. Il presidente Daniele Sebastiani ha un solo obiettivo: quello di provare a cedere la società per uscire gradualmente dal Pescara. Ma c’è sempre meno tempo per formalizzare la cessione (oltre il prossimo 15 giugno non si andrà) e resta sempre in piedi l’ipotesi B con Sebastiani che resterà da solo in società e farà lui le scelte per la prossima stagione. L’iscrizione il prossimo 4 giugno verrà garantita e ad oggi resta forte l’interesse di un gruppo americano che sta parlando con il gruppo di professionisti incaricati dalla società biancazzurra.
Gli scenari futuri. Restano top secret i nomi degli imprenditori ma è filtrato che questo gruppo interessato abbia già alcune società di calcio in Europa. E resta in piedi anche la trattativa con il gruppo italiano di cui ha parlato Sebastiani a margine della premiazione di Merola e Plizzari nella giornata dedicata al miglior biancazzurro della stagione. E se dovesse essere ancora Sebastiani a decidere? Il presidente del Pescara affiderebbe sempre al direttore sportivo Daniele Delli Carri la costruzione della squadra che sarà giovane e completamente rinnovata rispetto a quella di questa stagione.
Linea verde. Una squadra sbarazzina e di categoria senza i grandi nomi ma in grado di fare bene. Un po' come era stato per spirito di abnegazione e per concetti il Pescara di Alberto Colombo della scorsa stagione, almeno fino a fine novembre quando poi, per motivi ancora oggi poco chiari, tutto si inceppò. In attacco c’era Lescano? Vero, ma Facundo è diventato il bomber di oggi proprio da quella stagione. In carriera non aveva mai avuto cifre così importanti e si cercheranno giocatori di qualità in grado poi di “esplodere” in riva all’Adriatico.
Rebus panchina. Per il momento non è stato toccato l’argomento allenatore. Un mese fa circa il ds biancazzurro parlò con Enrico Barilari del Sestri Levante. Profilo giovane e che sul campo ha fatto molto bene con la neo promossa ligure. Non se ne è fatto nulla perché la priorità è quella di cedere la società e Sebastiani non se l’è sentita di far trovare già pronta la guida tecnica per la prossima stagione. Un nuovo contatto nei prossimi giorni? Difficile perché Enrico Barilari ha praticamente detto sì al Pontedera che ha appena salutato Max Canzi che andrà alla Juventus Women. Dicevamo in precedenza che il nome del futuro allenatore non è stato mai oggetto di discussione. Le priorità sono altre. Difficile pensare alla conferma di Emmanuel Cascione dopo le brutte gare nei play off del Pescara. Eppure l’ex capitano biancazzurro in campionato si era fatto apprezzare strappando applausi a Cesena nella giornata della promozione in B dell’11 di Toscano.
I profili. Ad oggi sono davvero basse le possibilità di permanenza di Emmanuel Cascione. Un nome che alla dirigenza biancazzurra è sempre piaciuto è quello di Mirko Cudini. L’ex Campobasso, Andria e Foggia propone il 4-3-3 molto offensivo che a Pescara è gradito ma non ci sono stati contatti. Qualche rumors dal nord sul nome di Andrea Malgradi del Lecco: l’ex vice di Foschi promosso sulla panchina in B e che a giugno sosterrà il corso da allenatore Uefa A, è stato accostato al Pescara nonostante sia ancora sotto contratto. Ma siamo a quelli che sono i classici rumors di mercato. Prima di poter parlare concretamente di allenatore, in casa biancazzurra c’è la volontà forte di definire la questione societaria. E il clima che si è vissuto allo stadio Adriatico negli ultimi mesi sta spingendo Sebastiani ad accelerare ulteriormente le trattative per cedere il Pescara.
Enrico Giancarli
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