Sentenza Tas, il Milan è fuori dall’Europa League

29 Giugno 2019

I rossoneri esclusi dalle coppe, il presidente Scaroni: «Tolto un fardello». Avanzano Roma e Torino 

MILANO. Il Milan è escluso dall’Europa League, ma si è «levato di dosso un fardello», per dirla con il suo presidente, Paolo Scaroni: per il momento i bilanci non sono più sotto la lente d’ingrandimento della Uefa per le violazioni al fair play finanziario. È in sostanza il frutto del consent award, una transazione tra il club e la Uefa, definita tra lunedì e martedì e ratificata ieri dal Tas. In tempo per ammettere la Roma al posto del Milan alla fase a gironi della competizione, e il Torino al secondo turno preliminare al posto dei giallorossi: i due club non hanno ricevuto formale conferma, ma questo è il senso della sentenza, stando a fonti Uefa. Intanto il Milan esprime «profonda amarezza» per i propri tifosi, ma «prende atto che non c’è altra via che accettare le sanzioni per poter intraprendere un percorso di ritorno al pieno rispetto delle regole» e ricorda che l’attuale proprietà, il fondo statunitense Elliott, ha ereditato «consistenti e accumulate perdite». La squalifica consentirà alla squadra di Marco Giampaolo di concentrarsi sul campionato, per tornare finalmente in Champions dopo sei anni. Allo stesso tempo, però, rischia di diventare una macchia nella storia del club. E nella storia recente vanno ricercate le sue origini. Ossia i bilanci in rosso degli anni 2015/2016/2017, gli ultimi dell’era Berlusconi e l’unico del misterioso Li Yonghong, che ha rilevato il club dall’ex premier scomparendo l'estate scorsa dopo quindici mesi e mezzo miliardo investito, fra dubbi di credibilità sollevati anche dalla Uefa.
Salvo nuove plusvalenze realizzate nelle prossime 48 ore (la prima offerta del Psg per Donnarumma è stata giudicata troppo bassa), saranno notevoli anche le perdite nel bilancio 2018/19, anche perché i ricavi non sono aumentati. I paletti del fpf rendono il budget per il mercato limitato (lunedì si potrebbe chiudere per il terzino Theo Hernandez). E all’orizzonte c’è il rischio di nuove sanzioni fra un anno. Se il Milan si qualificherà alla Champions o all’Europa League, la Uefa dovrà valutare la salute dei bilanci dell’ultimo triennio, inclusi quello al 30 giugno 2019 e il precedente. In base al tipo di deviazione (è tollerato un deficit di 30 milioni al netto di costi virtuosi) e ai piani finanziari, si potrà procedere sulla strada del settlement agreement. «La sanzione odierna», sottolinea la nota della società, «rappresenterà un ulteriore stimolo a massimizzare gli sforzi per rientrare nei parametri».