SERIE A 2 EST»LA 23ª GIORNATA

IMOLA. Fuori dal Ruggi si gela e il Buran fa già la voce grossa, ma dentro non è che vada molto meglio agli Sharks, sconfitti abbastanza nettamente dall’Andrea Costa e ancora a secco di successi...
IMOLA. Fuori dal Ruggi si gela e il Buran fa già la voce grossa, ma dentro non è che vada molto meglio agli Sharks, sconfitti abbastanza nettamente dall’Andrea Costa e ancora a secco di successi lontano da casa in questa sofferta stagione. Peccato, perché l’impressione è che Marulli e compagni, con un po’ di lucidità in più specie nel terzo quarto, avrebbero potuto portare un avversario stanco mentalmente e molto discontinuo alla volata punto a punto, cercando poi lì di piazzare un colpo gobbo non impensabile.
Bene che Orzinuovi abbia ceduto fra le mura amiche a Montegranaro e così, con Bergamo-Fortitudo rinviata, la classifica non cambia per Roseto, attesa ora da una pausa preziosa per ricaricare le pile e recuperare Lupusor, la cui assenza al Ruggi si è fatta senza dubbio sentire. Sull’economia della contesa hanno pesato il 35% da 3 degli ospiti, peraltro aggiustato nel finale, e la solita marea di palle perse (19), sette delle quali nel 3° quarto hanno permesso all’Andrea Costa di scappare via. A livello individuale bene Carlino, a cui si possono muovere pochi rimproveri se non qualche forzatura di troppo ma a sfida chiusa, e positivo pure Contento, mentre a Casagrande non è riuscita la prova dell’ex e Marulli in regia ha prodotto ben poco.
Alla palla a due sono gli Sharks a mostrare la faccia giusta, provando l’allungo sul 5-9 al 3’, complice pure l’atteggiamento difensivo morbido di Imola che lascia troppo spazio sul perimetro. La prima scossa prova a darla Wilson (5 punti e assist al bacio per Penna) e la seconda Cavina, che ne cambia 3 in un battibaleno, optando per l’assetto basso: i risultati si vedono (16-10 al 7’), ma due leggerezze di Penna frenano l’allungo biancorosso, mentre cresce la pressione sulla palla dei padroni di casa. Wilson viaggia a velocità super (13 punti in 9’) e quando Prato ne mette 5 ecco che il vantaggio romagnolo cresce di parecchio (25-14). Però Roseto non molla, capisce ad inizio di secondo quarto di dover coinvolgere di più Ogide (4 in fila) e si avvicina agli avversari con un parzialino di 0-6. Il tira e molla continua, visto che i padroni di casa costruiscono nuovamente un vantaggio importante, solo che non insistono, staccano il pedale dal gas e Carlino, fino a quel momento poco incisivo, si mette in moto trascinando i suoi prima in scia (32-27 al 15’) e poi addirittura avanti (36-39’ al 19’).
Come prevedibile l’Andrea Costa esce dagli spogliatoi con una faccia diversa, piazza subito un 8-0 di pura volontà e per Roseto la storia si fa complicata, nonostante Ogide sotto canestro porti alla grande il proprio mattoncino e Carlino risolva i momenti di impasse dell’attacco. Il vantaggio in doppia cifra (61-51 al 28’) arriva fra invenzioni personali (vedi triplissima di Prato) e la pressione difensiva dei biancorossi, che forzano Roseto a 7 decisive palle nel quarto. Quando, al 31’, il tabellone stampa un eloquente 71-55, la sfida può dirsi archiviata, ma gli Sharks hanno il merito di giocarsela fino all’ultimo secondo, restando in vita (83-70 al 38’)e dimostrando che la salvezza non rappresenta un miraggio con questo spirito.
Riccardo Rossi
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