Serie A col fiato sospeso: «Il campionato va finito»

17 Marzo 2020

La Lega valuta anche di scendere in campo oltre il 30 giugno

MILANO . La speranza della serie A è quella di ripartire con il campionato il prossimo 2 maggio, ma secondo le stime che circolano sull'andamento del coronavirus i club della massima serie temono che serviranno almeno due o tre settimane in più prima di far ripartire la stagione in totale sicurezza. Ecco perché da una parte è stata accolta positivamente l'ipotesi che la Uefa, una volta spostato l'Europeo, possa concedere di far concludere i campionati nazionali oltre i termini della stagione, da sempre fissati al 30 giugno.
E dall'altra in assemblea, ieri, in videoconferenza, di nuovo ci sono state frizioni sulla questione degli allenamenti, perché varie squadre sono in quarantena, mentre il presidente della Lazio Claudio Lotito, vuole accelerare la ripresa degli allenamenti, per evitare uno stop che già si profila lungo per i calciatori confinati nelle proprie abitazioni.
Per ora, in serie A, serie B e Lega Pro, al massimo i giocatori fanno sedute individuali. Il tema sarà al centro di uno dei tavoli costituiti dalla Lega serie A su tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment per le società e per la stessa Lega.
Poi sarà la Federcalcio italiana a fare sintesi (con le esigenze anche delle altre leghe) per avanzare richieste al governo in vista dei prossimi decreti.
Si studia anche la richiesta di una sorta di paracadute in caso di penali da pagare alle tv in caso di campionato tronco.
Intanto la questione diritti televisivi è slittata, non sarà affrontata nemmeno nella prossima assemblea, probabilmente convocata per giovedì in cui si analizzeranno gli scenari alla luce delle decisioni della Uefa su Europeo e coppe europee.
L'obiettivo è ricominciare a giocare «non appena le disposizioni delle autorità governative e le condizioni sanitarie lo permetteranno». Ripartendo a inizio maggio, il calendario sarebbe comunque compresso, in cui dovrebbero trovare spazio 12 giornate più qualche gara da recuperare, nonché eventualmente anche le coppe europee, con Juventus, Napoli, Inter e Roma ancora in corsa. L'idea di play off e play out piace a pochi fra i club.
«In questo momento nulla si può escludere. Lavoriamo su auspici, speranze. Navighiamo a vista in un clima di nebbia assoluta», ha detto Gabriele Gravina, il presidente della Figc. «Tutti vorremmo chiudere il campionato (di A, ndr) entro l'estate, ma a oggi è difficile fare previsioni. Vogliamo programmare con l'idea più ottimistica possibile, ovvero portare a termine i vari tornei».
«Non escludo nulla» ha ribadito Gravina, accennando alle varie ipotesi sul tappeto: dalla «non assegnazione del titolo, all'assegnazione con il congelamento delle classifiche. Oppure con un mini-torneo con playoff e playout» per le retrocessioni. Tanto che, ha aggiunto, viene preso in considerazione addirittura «un effetto “trascinamento” del campionato attuale sul 2020-2021, con un bilanciato su due stagioni diverse».
Per il presidente Gabriele Gravina il 3 aprile «è troppo vicino per pensare ad una ripartenza, non solo delle attività sportive, ma anche di quelle economiche. E anche parlare dei primi di maggio è del tutto teorico. Però capisco che delle date bisogna ipotizzarle, altrimenti rischiamo di ritrovarci impreparati quando si ripartirà. Non dobbiamo abbandonare la speranza, per avere un orizzonte al quale puntare».
Angelo Caradonna