Serie A e sport di base: cresce l’ottimismo

10 Maggio 2020

Il 18 maggio si potrebbe ripartire con gli allenamenti collettivi del calcio e con le attività di palestre, circoli e dilettanti

ROMA. La settimana cruciale, quella che il pallone italiano aspettava per capire come andrà a finire la stagione interrotta causa pandemia, alla fine è arrivata. Oggi è attesa la relazione del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile sul protocollo sanitario della Federcalcio per la ripresa degli allenamenti di squadra. La sensazione è che possa essere piuttosto possibilista. Mercoledì si riunirà in assemblea la Lega di Serie A (per affrontare anche lo spinoso tema dei diritti tv), e nello stesso giorno ci sarà l'informativa urgente alla Camera del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Giovedì sarà quindi il turno della giunta del Coni convocata dal presidente Giovanni Malagò, che si svolgerà in videoconferenza con la partecipazione dello stesso Spadafora, del presidente del Comitato paralimpico Pancalli e del presidente della Fmsi Casasco. Il tutto in attesa della convocazione del premier Conte che ha annunciato di voler incontrare i vertici dello sport italiano per stabilire un quadro condiviso per la ripresa. Dopo giorni incerti comincia a trapelare un cauto ottimismo sulla ripresa degli allenamenti collettivi a partire dal 18 maggio. La relazione della task force governativa comunque è ormai alle battute finali e finirà prima sul tavolo del ministro della Salute, Roberto Speranza, e poi si quello di Spadafora. «Ad ore arriverà il parere del Cts sul protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti di squadra del mondo del calcio», ha annunciato il ministro dello Sport. «Noi siamo pronti a sottoporre al Cts le Linee guida per gli allenamenti di tutti gli sport di squadra e le Linee guida per la riapertura di tutti gli impianti che consentiranno a tutti i lavoratori del mondo dello sport di riprendere l’attività».
«Siamo pronti a ripartire: i circoli, le palestre, le società dilettantistiche. Il 18 maggio sarà il giorno giusto anche per lo sport di base», l’annuncio del presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli.
Intanto nel gruppo di chi considera difficile una ripresa della Serie A a stretto giro c'è anche Attilio Fontana. «Sono un grande tifoso di calcio, ma in questo momento mi sembra estremamente complesso che il campionato riparta». Da fonti del ministero dello Sport, però, trapela un certo ottimismo riguardo alla riapertura degli allenamenti collettivi per il prossimo 18 maggio, e anche per questo dalle parti di via Allegri attendono di conoscere il frutto del lavoro del Cts per riconvocare il consiglio federale che si sarebbe dovuto tenere venerdì, ma che è stato posticipato proprio «per la necessità di maggiori approfondimenti». I nodi da sciogliere ormai sono noti: cosa fare nel caso un calciatore risultasse positivo al coronavirus; disponibilità di tamponi e test sierologici; come mettere in sicurezza non solo gli atleti, ma anche chi gli sta intorno. Tempi e modi del ritorno al calcio giocato ovviamente interessano anche a chi dovrà scendere in campo, ovvero i calciatori. «Tutti vorremmo giocare, ma bisogna che ci siano determinate condizioni di sicurezza», ha sottolineato il capitano della Juventus Giorgio Chiellini, che sta seguendo da vicino la situazione assieme all'Aic. «Speriamo si trovi la soluzione più giusta e nei tempi che serviranno. A livello fisico dovremo vedere quali saranno le risposte: d'estate è una pausa diversa, ora siamo stati due mesi chiusi in casa e i ritmi potrebbero essere altissimi». Intanto in attesa del via libera per tornare ad allenarsi assieme ai compagni, oggi tocca al Napoli riaprire il centro sportivo per il lavoro individuale. Gli esami diagnostici cui è stata sottoposta la rosa di Gattuso sono infatti terminati senza evidenziare nulla. Stesso discorso per il Milan che, sulla base dei test medici effettuati a prima squadra e staff, non ha riscontrato casi positivi da Covid-19.
Angelo Caradonna