serie a2/EST»LA QUARTA GIORNATA

ROSETO. Questa inizio di stagione per il Roseto Sharks rischia di diventare la fiera delle occasioni perse: anche ieri sera infatti, i biancazzurri sono usciti sconfitti, stavolta per mano della...
ROSETO. Questa inizio di stagione per il Roseto Sharks rischia di diventare la fiera delle occasioni perse: anche ieri sera infatti, i biancazzurri sono usciti sconfitti, stavolta per mano della forte Forlì col punteggio di 89-94, con gli ospiti che così consolidano il loro primo posto in classifica a punteggio pieno. Anche stavolta i rosetani non hanno saputo approfittare delle assenze sul fronte opposto, dove mancava oltre a Donzelli, anche il forte play Giachetti, entrambi alle prese con problemi fisici, giocando una buona pallacanestro in attacco, ma non altrettanto efficace in difesa, dove Lawson, nei primi due quarti di gioco, ha letteralmente imperversato, approfittando dei mancati raddoppi in marcatura dei padroni di casa, col risultato di fargli segnare ben 22 punti in 20 minuti, praticamente guardando solo la targa a canestro preso.
Bene anche i due abruzzesi in forza ai forlivesi: «De Laurentiis e Marini hanno fatto un’ottima gara, bravi a fare tante cose importanti sia in attacco che in difesa», ha detto coach Valli, che poi ha concluso: «certamente Lawson ha fatto un primo tempo super, ma la gara sua e dell’altro americano Johnson è stata importante per la squadra, visto come si sono messi a servizio dei compagni negli ultimi due quarti, permettendoci di fare un gioco corale ed aperto che alla fine ci ha premiato». Di buono per gli Sharks, almeno ha funzionato l’attacco, con Person a colpire pesantemente dall’arco, insieme ad un buon Akele, sempre utile al limite dell’indispensabile, ed a un Bushati, che nel finale avrebbe meritato più tutela dagli arbitri, quando sul -2 all’ultimo minuto, non si è visto fischiare un evidente fallo tra l’altro che avrebbe estromesso Lawson, essendo il suo potenziale quinto. Ed invece nulla di tutto ciò è successo, ma la colpa gli Sharks non la devono dare agli arbitri, ma a loro stessi: inutile giocare una gara a correre di più, senza mettere quasi mai in campo una difesa aggressiva e grintosa, che giochi ad anticipare ogni passaggio degli avversari in post basso, come vorrebbe coach D’Arcangeli. Inutile permettere agli esterni avversari di mettere palla a terra e giocarsela in uno contro uno senza mantenerne troppo spesso il primo passo. Inutile infine non raddoppiare il centro avversario rimanendo a guardarlo mentre si fa beffe del difensore, più piccolo di lui, rimasto a sua guardia nel gioco dei cambi difensivi. Roseto oggi ha 3 sconfitte in 4 gare, cosa che ci starebbe pure visto che parliamo di una squadra nata per salvarsi: il problema però, è che queste sconfitte sono state tutte e tre troppo amare, essendo spesso arrivate nei finali di gara, dopo essersela giocati per 38 minuti. I giocatori, insieme allo staff tecnico, sono quindi chiamati a fare un passo in avanti come squadra: tornare a far affidamento sulle proprie caratteristiche e farle valere sul campo. E meglio lasciar perdere infine che ieri era erano presenti alcuni osservatori: Matkevicius scouting europeo dei Boston Celtics, Artigas referente degli Orlando Magic, e Hsu, assistant coach nel college di Western Kentucky in Division 1: sui loro taccuini i nomi di Eboua e Pené, due ragazzi che forse ieri sera avrebbero solo voluto vincere. Testa a Piacenza quindi, domenica è vicina.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

