Sfida dei decibel tra tifosi, in 6.600 sugli spalti

2 Marzo 2020

Timide contestazioni dalla Nord, alla fine gli applausi. Legrottaglie più agitato di Stellone in panchina

PESCARA. Si superano le 6.500 unità, ma non si sfonda il numero dei 7.000. Di certo non si può dire che la cornice di pubblico sia degna di un derby ricco di storia e prestigio. Alla fine, sulle gradinate ci sono 6.601 spettatori, compresi i 950 tifosi marchigiani assiepati in curva Sud. Difficile attendersi numeri più consistenti, soprattutto da parte del pubblico di casa. I risultati deludenti e le contestazioni nei confronti della società vanno avanti da mesi, ormai non fa più notizia vedere lo stadio Adriatico quasi deserto: media stagionale 5.981, su 14 partite casalinghe solo una volta è stata superata quota 7.000 (contro il Benevento).
Rispetto alla passata stagione, il calo si registra pure tra i sostenitori ospiti che nel match del 25 novembre 2018 si erano presentati in 2.000, il doppio rispetto a quelli di ieri sera. La classifica deficitaria pesa, l’allarme coronavirus consiglia di non spostarsi, anche se alla fine i 950 che popolano la Sud non sono nemmeno pochini e il sostegno a Scamacca e compagni non manca.
Dalla parte opposta, la Nord incita i biancazzurri dall’inizio alla fine. Il derby è una gara sentitissima, occorre alzare i decibel e dare sfogo alla voce anche per tenere testa ai supporter ascolani. E gli ultrà pescaresi ci riescono nonostante il settore non sia colmo. La parte centrale della Nord è molto compatta, i calciatori avvertono la vicinanza e l’importanza della posta in palio. Si fa il tifo per la squadra, per una sera si mette (quasi) da parte il livore nei confronti del presidente Daniele Sebastiani. In realtà, durante la contesa e dopo il triplice fischio, qualche coro offensivo si sente.
Sulle panchine Roberto Stellone è abbastanza tranquillo, di certo più di Nicola Legrottaglie che si becca un cartellino giallo per proteste. Il match si accende poco prima dell’intervallo. Al 43’ il regalo di Nicola Leali libera Cristian Galano, tocco per Massimiliano Busellato che buca di nuovo la porta bianconera (all’andata l’ex Cittadella aveva segnato su rigore) e fa esplodere l’Adriatico. Il vantaggio dura 5’, perché Morosini zittisce i supporter di casa e festeggia l’1-1 sotto la Sud.
Nella ripresa il Pescara cresce, il pubblico gradisce e non c’è solo la Nord a supportare Memushaj e compagni. Proprio l’albanese decide il derby con un tiro incredibile e per una volta l’Adriatico apprezza. Alla fine applausi per tutti, il Pescara e Legrottaglie respirano, la classifica fa meno paura.
Giovanni Tontodonati
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