Sherrod: voglio la salvezza senza aspettare i play out

20 Agosto 2018

Il pivot americano carica la squadra: «Gruppo giovane ma con grande potenziale» Salta la prima amichevole stagionale degli Sharks con Cleveland State University  

ROSETO. Niente prima amichevole stagionale ieri per il Roseto Sharks, che avrebbe dovuto affrontare a Roma Cleveland State University. Coach D’Arcangeli ha ritenuto opportuno non forzare troppo la mano sui suoi ragazzi, che hanno iniziato la preparazione da appena cinque giorni. Così gli Sharks sono rimasti a Roccaporena di Cascia in Umbria, dove nel frattempo è arrivato Brendon Sherrod, pivot americano già visto a Roseto un paio di stagioni fa: un ritorno gradito, visto che si tratta di un giocatore in grado di fare la differenza per punti e rimbalzi e ha saputo integrarsi con la cultura italiana, riuscendo a parlare la lingua in pochi mesi.
Sherrod, contento del suo ritorno a Roseto?
«Molto, sono felice di essere di nuovo qui a giocare per gli Sharks».
Non ha trovato nessuno dei vecchi compagni: com’è stato l’approccio col nuovo gruppo?
«Siamo un gruppo eterogeneo, visto che veniamo da ambienti e culture molto diverse. Per fortuna in campo parleremo la stessa lingua: vedo molto entusiasmo in giro, lo stesso che ho io che a soli 25 anni mi ritrovo ad essere uno dei più esperti».
La prima chiacchierata con coach D’Arcangeli com’è andata?
«Bene, ho conosciuto un allenatore attento che sa quel che vuole e lavora parecchio coi giocatori. Mi ha chiesto di dare atletismo e aggressività alla squadra ed essere un buon esempio per i più giovani».
Arriva da due campionati in crescita, pensa di migliorare ancora le sue statistiche?
«Il mio piano è prima di tutto di vincere le partite, e poi di rappresentare la città di Roseto nel miglior modo possibile. Le statistiche saranno la logica conseguenza, se saprò giocare nel modo giusto e con fiducia».
La ricordiamo come un grande schiacciatore in pick and roll, con un buon tiro dalla media: ha aggiunto qualche nuova arma d’attacco?
«Ho lavorato parecchio durante l’estate per aggiungere qualcosa al repertorio, ma teniamo il segreto almeno per ora».
Dei più giovani c’è qualcuno che l’ha già favorevolmente impressionata?
«Direi Paul Eboua: è estremamente atletico e sono curioso di vederlo in azione quest'anno. Gioca a pallacanestro da solo tre anni, ma ha un gran potenziale. Sono rimasto ben impressionato da un po’ tutti i giocatori più giovani: Stella Azzurra ha fatto un buon lavoro».
Si allenerà a Roma fino al giovedì: conoscendo il suo interesse per la cultura italiana, avrà parecchio da girare.
«Uno dei motivi per cui sono tornato è stato anche di poter vivere a Roma, oltre che a Roseto: nella capitale potrò esplorare tutto ciò che ha da offrire a livello musicale, ma anche di guardare alla cultura e della moda».
A Roseto invece che farà?
«È casa mia, tanto che pure l’anno scorso ci sono tornato a salutare gli amici. Anzi appena tornerò andrò a mangiare gli arrosticini insieme a loro».
Cosa vuole dire ai tifosi?
«Rappresenteremo Roseto come meglio potremo, spero di trovare un grande entusiasmo al PalaMaggetti. Partiamo per centrare la salvezza, ma la mia intenzione è di riuscirci senza passare dai playout».
Oggi arriveranno a Roccaporena Panopio e Pené dalle rispettive nazionali, mentre domani atterrerà a Fiumicino l’altro americano Person forse accompagnato dal padre, ex stella Nba. Resta da formalizzare l’ingaggio di Simonovic: l’Olimpia Lubiana nel weekend ne ha annunciato l’ingaggio, e quindi a ore arriverà il prestito ai rosetani. Prima amichevole mercoledì contro Providence University alle 17.30 al “Giulio Onesti” di Roma.
Marco Rapone
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