Shiba su rigore firma la salvezza della Vastese

13 Maggio 2019

Finisce bene la complicata stagione dei biancorossi Agnonese condannata dopo un match equilibrato

VASTO. Shiba su calcio di rigore, a 4' dal termine, ha firmato la salvezza della Vastese. È finita così, finalmente. E, fortunatamente, è finita anche bene: il prossimo anno la squadra biancorossa potrà giocare nel campionato di serie D. A che livelli e con quali ambizioni, è presto per dirlo. Anche perché dopo tutto quello che è accaduto quest’anno, con la squadra cambiata più volte e con tre allenatori che da luglio ad oggi si sono avvicendati sulla panchina biancorossa, è meglio non azzardare pericolose e illusorie previsioni: molto dipenderà da quello che sarà il nuovo assetto societario e, di conseguenza, dagli uomini ai quali si deciderà di affidare il progetto tecnico. A cominciare dalla scelta dell’allenatore sul quale sembrano non esserci dubbi di alcun genere: Aldo Papagni era e resta il favorito per guidare la Vastese anche il prossimo anno e cercherà di farsi costruire una squadra secondo quelli che sono i suoi dettami tecnici ed agonistici. Fortunatamente c’è tanto tempo a disposizione. L’importante sarà non ripetere gli errori commessi quest'anno, nel corso di uno dei campionati più difficili e più complicati degli ultimi anni. II popolo dell’Aragona, sfibrato da una serie di delusioni che sembravano non conoscere più la parola fine (c’è il rischio di sentirsi male solo a ripensare che prima dello spareggio di ieri la squadra era riuscita a conquistare la miseria di un solo punto nelle ultime quattro giornate), si aspetta per la prossima stagione un progetto di una certa importanza.
La partita? Equilibrata, combattuta, a tratti anche bella. A deciderla un calcio di rigore trasformato da Shiba, a soli 4’ dal termine, quando i fantasmi dei due tempi supplementari avevano già iniziato a volteggiare sul cielo dell'Aragona. La massima punizione è stata concessa dal direttore di gara per un fallo di Bisceglia su Stivaletta, nel cuore dell'area di rigore molisana. Per il popolo biancorosso è stata una autentica liberazione, identica a quella vissuta dopo il triplice fischio finale, alla fine di cinque interminabili minuti di recupero. La partita è stata equilibrata dall’inizio alla fine. Al 3-5-2 di Aldo Papagni, che ha sorpresa ha escluso all’inizio Stivaletta, Antonio Mecomonaco ha risposto con il solito 4-3-3. La prima vera occasione capita alla Vastese, al 33’: su calcio d’angolo di Capellupo è bravo Leonetti a colpire di testa, la palla termina di poco a lato. L’Agnonese ha un gioco più compassato, la Vastese prova a rendersi pericolosa con le ripartenze. Nel primo tempo, di fatto, al di là dell’occasione di Leonetti, non succede nulla se non una punizione dal limite di Ancora neutralizzata da Patania. La seconda frazione di gioco si apre con un’incornata di Shiba che si spegne sul fondo. Al 14’ ci prova Palestini dalla lunga distanza ma non ha fortuna. Al 41’ la svolta: Stivaletta irrompe in area e viene falciato da Bisceglia. Calcio di rigore. Dagli undici metri Shiba trasforma con una conclusione tanto potente quanto precisa, proprio sotto la curva D'Avalos. La D è salva.
Gaetano Quagliarella
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