Show di Dybala e la Juve scala la vetta: è a più dieci

18 Febbraio 2017

Nell’anticipo la Joya si è scatenato contro il Palermo che l’ha lanciato in serie A «Ma siamo stati superficiali, in Champions col Porto bisogna cambiare mentalità»

TORINO. Un assist, una doppietta, un palo e tante giocate di classe. Per Dybala, contro la squadra che l'ha lanciato nel calcio italiano, è stata una serata magica nel facile 4-1 bianconero su un Palermo sempre dignitoso e pieno di tanti giovani volenterosi – e più d'uno di valore – ma mai davvero in partita, comunque premiato nel finale dal gol della bandiera di Chochev.

La Joya della Juventus ha lasciato il campo indossando una maglia rosanero, appena avuta da un giocatore del Palermo: nessuna esultanza, secondo il copione caro alla maggioranza degli ex, ma neppure troppa soddisfazione per l'attaccante argentino, autocritico: Siamo stati», ha detto a fine partita, «troppo superficiali. In Champions bisogna cambiare mentalità. Con il Porto sarà dura», riferendosi all’andata di mercoledì in Portogallo. Un po’ scontento anche Bonucci, che ha chiuso con un battibecco con Allegri, dopo avere chiesto inutilmente il cambio. «Un'incomprensione chiarita», si è affrettato a spiegare il tecnico bianconero, che non vuole problemi a pochi giorni dal tanto atteso confronto di Champions.

Allegri ha confermato il 4-2-3-1, cambiando qualche attore, per necessità o scelta: Pjaca, il “predestinato” di Allegri, ha sostituito lo squalificato Mandzukic, mentre al posto di Cuadrado c'era Sturaro, chiamato dal tecnico a fare un salto di qualità sul piano tecnico e tattico. Asamoah esterno sinistro è stato preferito ad Alex Sandro, sull'altra fascia Dani Alves, centrali Benatia e Bonucci, con Chiellini e Barzagli fermi per infortunio.

Il Palermo, con un piede in B, voleva come minimo a uscire a testa alta dalla contesa proibitiva. Ma ha dovuto fare i conti con l'ex di lusso, Paulo Dybala, assetato di gol. Dal magico sinistro del numero 21 bianconero è partita la punizione al 5' che ha fatto gridare al gol, ma – come già la traversa contro l'Inter – è stato ancora una volta un legno, questa volta il palo, a negare la rete al primo tentativo dell'argentino.