«Siamo vivi, non più la squadra materasso»

18 Dicembre 2017

Di Paolantonio fiducioso: le cose stanno cambiando, con il team al completo possiamo dire la nostra

ROSETO. La felicità è negli occhi di coach Di Paolantonio, che a fine gara esultava a pugno alzato in mezzo al campo: questa è una vittoria che dà morale e speranza, inutile negarlo: «I miei giocatori sono stati bravi a reagire nel momento di massima difficoltà, quando nell’ultimo quarto ci eravamo un po’ scollati, subendo il sorpasso. Lì però, abbiamo fatto un paio di giocate di squadra e un paio di puro talento: penso all’ultima tripla di Carlino nel finale, difficilissima: ma è un tiratore puro e uscendo da un buon blocco, ha saputo punire il mancato aiuto del lungo avversario, mentre il suo difensore gli era rimasto dietro. In quel momento si è visto il suo carattere: sentiva la sfida e ha colpito».
Di Paolantonio stavolta può gioire anche perché l’infermeria si è svuotata: «Ma diciamolo piano», scherzava in sala stampa, «in questa gara ci ha aiutato il fatto che le nostre rotazioni fossero complete, perché tutti, tranne Ogide, hanno avuto la possibilità di riposare, condizione indispensabile per arrivare alla fine con la giusta lucidità». Poco da recriminare quindi, rispetto al piano gara: «L’abbiamo preparata ed eseguita abbastanza bene difensivamente: l’aver tenuto a soli 5 punti un campione vero come Mike Hall è stato un grandissimo risultato, arrivato grazie a una difesa di squadra che lo ha sempre raddoppiato in post basso, togliendogli il fondo. E’ andata bene anche la difesa su Cortese che è un attaccante puro, e infine siamo stati bravi a contenerli nei rimbalzi: ne hanno presi 38 contro i nostri 29, ma lo considero comunque un buon risultato, visto che sono primi in questa speciale classifica a squadre, e che arrivavano da un match dove ne avevano tirati giù ben 52». Roseto adesso sale a quota 4 in classifica, ma le penultime sono a 6 punti: «Ma siamo vivi, non siamo più la squadra materasso del campionato, adesso con questo nuovo assetto siamo un gruppo che quando gioca al completo può dire la sua; abbiamo solo bisogno di allenarci tutti insieme, visto che da quando è arrivato Carlino a metà novembre, ne abbiamo fatti solo un paio. Abbiamo tanto lavoro da fare in fretta, per raggiungere i nostri obiettivi», la conclusione di un pragmatico Di Paolantonio, che certifica con una battuta l’avvenuto cambio di passo: «Il tiro di Hall sulla sirena? Forse un mese fa ci avrebbe condannati, adesso no. E’ un piccolo segnale che le cose pian piano stanno cambiando». (m.r.)
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