Singapore rosso Ferrari una doppietta da sogno

Vettel precede Leclerc: «Siamo rinati». Mercedes fuori dal podio
MARINA BAY (SINGAPORE). Trecentonovantadue giorni dopo, Sebastian Vettel torna a vincere. E lo fa in una giornata straordinaria per la Ferrari, che dopo oltre due anni torna a fare una doppietta e dopo undici riesce a fare un tris di vittorie consecutive, proprio in quella Singapore che sembrava una tappa infausta per la Rossa.
Invece prima la pole position di Charles Leclerc e poi una gara condotta strategicamente in maniera impeccabile che ha scontentato il pilota monegasco ma che ha regalato un uno-due da sogno davanti a Max Verstappen e relegando le due Mercedes addirittura al quarto e quinto posto occupati rispettivamente da Hamilton e Bottas.
Pronti via è Vettel a provare il sorpasso sul leader del Mondiale, ma Lewis si difende alla grande e riesce a evitare la partenza perfetta della Ferrari. I primi venti giri sono una processione nella quale è Leclerc a imporre un ritmo bassissimo per evitare a Hamilton di potersi fermare prima, visto che sarebbe uscito nel traffico del gruppone.
Ma il vero momento di svolta arriva al giro venti: Verstappen si ferma, il muretto box Ferrari capisce la situazione e allora ferma anche Vettel per difendere la posizione ma soprattutto per provare ad attaccare Hamilton. Il piano riesce alla grande perché il giro dopo si ferma anche Leclerc mentre le Mercedes rimangono fuori, ma la vera sorpresa è che, con un grandissimo giro, Vettel si prende la posizione sul suo compagno di squadra. Hamilton e Bottas sono spiazzati e quando rientrano ai box sono staccati, rispettivamente quarto e quinto. Leclerc è incredulo, soffre, non riesce a smaltire la rabbia per aver perso la prima posizione e non si arrende: nella seconda metà di gara arrivano ben tre Safety Car che ravvivano le speranze degli inseguitori ma Vettel torna a guidare in maniera magica e non c’è speranza per nessuno.
Tutto rimane invariato e dopo tante critiche Vettel torna a vincere: «Sono molto contento, è stata una grande gara, posso solo congratularmi con il team. L’inizio della stagione è stato difficile ma, nelle ultime settimane, abbiamo cominciato a rinascere». Vettel è «fiero del lavoro di tutti» e ringrazia «i tifosi» che, «nelle ultime settimane, mi hanno sostenuto».
«Questo» le parole del pilota del Cavallino «mi ha dato tanta forza e convinzione: ho messo tutto in pista e in macchina».
È stata decisiva la strategia dei pit-stop. «È stata una chiamata anticipata, ma ho dato semplicemente tutto nel giro d'uscita e ho visto le due macchine davanti a me che non andavano ai box», le parole di Vettel, che risponde indirettamente al malumore di Laclerc, «la curva appena prima qualcuno mi ha chiamato dal box, la strategia ha funzionato, sono rimasto sorpreso a trovarmi davanti: è stato impegnativo gestire le gomme, ma sono riuscito a controllare tutto fino alla fine».
Dopo Spa e Monza, Leclerc aveva già assaporato la terza vittoria di fila, ma la strategia della Ferrari a caldo non l’ha digerita: « Mi sono attenuto ai piani della scuderia. Perdere una vittoria è sempre difficile, sono un po’ deluso, chiunque lo sarebbe al posto mio. Ma sono contento per la doppietta della Ferrari, è la prima in stagione. Sono un po’ deluso per me, ma sono felice per il team. Possiamo essere ottimisti per il futuro. La strategia del pit-stop? Era stata fissata prima della gara».
Un pizzico di delusione sì, ma con questo risultato il monegasco affianca Verstappen in classifica al terzo posto, a 31 punti da Bottas e a 96 da Hamilton mentre Vettel è a cinque punti dal compagno di squadra.
E il rivale numero uno? «Stiamo combattendo contro una Ferrari che è super affamata e spinge molto forte», ammette Lewis Hamilton, «è compito di ognuno di noi fare un lavoro migliore. Credo che siamo la squadra migliore, ma dobbiamo andare avanti. Adesso discuteremo, rimetteremo la testa nella mischia e poi torneremo a combattere nella prossima gara». La testa è già in Russia. Domenica 29 settembre si corre a Sochi. Con una Ferrari affamata.
Giacomo Saccomani

