Società e calciatori chiedono per la serie C la cassa integrazione

9 Aprile 2020

TERAMO. I club di serie C, l'Assocalciatori e l'associazione allenatori hanno stilato un accordo per affrontare l'emergenza coronavirus: mentre la Lega di A e il sindacato litigano sul taglio degli...

TERAMO. I club di serie C, l'Assocalciatori e l'associazione allenatori hanno stilato un accordo per affrontare l'emergenza coronavirus: mentre la Lega di A e il sindacato litigano sul taglio degli ingaggi, Lega Pro e parti sociali del calcio sottolineano che «dalla crisi si esce insieme» e lanciano un «appello accorato» al Governo perché consenta l'accesso alla cassa integrazione anche per i calciatori con soglia di reddito sotto i 50 mila euro l'anno e attivi strumenti per la liquidità dei club.
«Un comune obiettivo e la disponibilità di tutte le componenti a salvare il sistema nell'immediato»: sono queste le linee dell'accordo tra Lega Pro, Aic e Aiac, confermate dalla Lega presieduta da Francesco Ghirelli. In una riunione in conference call, «è emersa chiara consapevolezza di tutte le parti dell'aggravarsi dello situazione economico-finanziaria che lo stato d'emergenza sta comportando. In particolare si è riflettuto sulla specificità delle problematiche sanitarie, economiche e gestionali che il mondo serie C sarà costretto ad affrontare».
L'obiettivo comune è il salvataggio nell'immediato «ma anche e soprattutto in un'ottica di medio-lungo periodo dove, come si evince dallo studio d'impatto presentato da Lega Pro, i danni cagionati dalla crisi Covid-19 emergeranno in maniera più evidente».
Le parti si sono concentrate nell'analizzare la situazione dei tesserati che percepiscono un reddito inferiore ai 50.000 euro annui e hanno assunto il comune impegno, valutata la specificità della serie C, di tutelare in particolar modo le fasce più deboli dei tesserati che la crisi ha colpito maggiormente.
Per tali ragioni hanno lanciato un accorato appello al governo e al parlamento affinchè si riesca in tempi rapidi ad intervenire in due direzioni: da un lato attraverso la concessione dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per i tesserati sotto i 50.000 euro di reddito annuo, strumento necessario ed indifferibile in questo momento, e dall'altro attraverso l'introduzione di strumenti ad hoc che consentano ai club di sopperire alla carenza di liquidità e ai danni cagionati dal maledetto virus.
Nell’ultima assemblea delle società di Lega Pro era emersa chiara la volontà di non tornare in campo per finire i campionati. Un’indicazione, per il momento, in attesa di una decisione definitiva visto che comunque dovranno essere assicurate promozioni e retrocessioni.