Softball, Marrone vola alle Olimpiadi

1 Agosto 2019

La 22enne di Chieti trascina l’Italia a Tokyo 2020: «Che impresa, ora la medaglia»

CHIETI. «Il sogno nel cassetto, il sogno di sempre, il sogno di tutti. Un sogno diventato realtà». Fabrizia Marrone stacca il pass per le Olimpiadi di Tokyo 2020. Nella Nazionale di softball che ha centrato la qualificazione ai giochi olimpici, c’è anche la 22enne teatina, esterno del Saronno, in A1, cresciuta nell’Atom’s Chieti. «Faccio ancora fatica a realizzare quello che abbiamo fatto», spiega Marrone, «vi giuro che è la fatica più piacevole del mondo. Ce l’abbiamo fatta».
Fabrizia è la regina del softball. Ha vinto due scudetti e due coppe dei campioni con il Bussolengo e un argento con la Nazionale agli Europei. È stata Loredana Marino ad indirizzarla verso il softball. «All’inizio facevo ippica, ginnastica ritmica e calcio», racconta Fabrizia, di Chieti, quartiere Tricalle. «Poi un giorno a scuola è venuta l’allenatrice Loredana e mi ha invogliato a praticare il softball. Ero bravina, così mi ci sono dedicata fino in fondo». Otto anni nell’Atom’s Chieti, prima nelle giovanili poi con le grandi in B e A2. Nel 2016 la chiamata del coach Enrico Obletter, anche lui teatino, ora alla guida della Nazionale, e all’epoca allenatore del Bussolengo. Fabrizia lo segue in Veneto e sale sul tetto d’Italia e d’Europa. Ora gioca al Saronno e disputerà i play off scudetto. Da quattro anni è nel giro della Nazionale. E con la maglia azzurra si è tolta la soddisfazione più grande della sua carriera: partecipare alle Olimpiadi. «È stata un’impresa», dice la ragazza di Chieti, «nessuno credeva in noi perché c’erano squadre più blasonate come Olanda, Repubblica Ceca e Gran Bretagna. Abbiamo tirato fuori tutto quello che avevamo. Ora ci prepareremo per le Olimpiadi con l’obiettivo di vincere una medaglia. Ce la possiamo fare: questa è la Nazionale più forte di sempre». Fabrizia ha rischiato di non esserci al torneo preolimpico per una distorsione alla caviglia. «Ho lavorato giorno e notte per recuperare dall’infortunio, sono stata ore e ore a fare riabilitazione. Ho recuperato in fretta e aiutato la squadra».
La regina del softball ha anche un’altra passione: la cucina. Fabrizia si è diplomata come cuoca all’alberghiero di Villa Santa Maria. «Se non fossi diventata una giocatrice di softball, avrei fatto la cuoca», sorride. «Cucinare è il mio hobby. Gnocchi e sagne i miei piatti preferiti». Tra sport e fornelli, Marrone insegue un sogno: la medaglia a Tokyo.
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