SONO I RUBLI, BELLEZZA

11 Giugno 2016

Inghilterra e Russia (gruppo B) è la sfida tra chi si vanta di aver inventato il calcio moderno e chi, nella patria del football, da qualche anno se lo sta comprando. È il derby dei rubli, quelli dei...

Inghilterra e Russia (gruppo B) è la sfida tra chi si vanta di aver inventato il calcio moderno e chi, nella patria del football, da qualche anno se lo sta comprando. È il derby dei rubli, quelli dei magnati dell’area ex sovietica diventati ricchi in fretta. Il caso di scuola è Abramovich, che cominciò al Chelsea con Ranieri - uno bravo a tenere i ricconi a battesimo: lo fece anche con il Monaco di Rybolovlev, prima che il miliardario divorziasse dalla moglie e si trovasse costretto a vendere James Rodriguez per pagarle gli alimenti - e ha messo sul piatto vagonate di soldi: vincerà la Champions 2012 dopo 2,2 miliardi di euro, 66 giocatori e 8 allenatori.

Più ricco di lui Usmanov, l’uzbeko con il 30 per cento dell’Arsenal che guida l’opposizione interna agli azionisti americani di maggioranza: non è contento del club e il calcio non lo esalta, ma guai a chiedergli di vendere. Viene dalla metallurgia, mentre Demin - che controlla il Bournemouth - fa affari nel petrolchimico. Tutti investono rubli, qualcuno forse li lava pure. Di certo, a Sheffield non ricordano con affetto l’azero Mammadov, che nell’estate 2014 veniva annunciato come il nuovo proprietario: si parlò di un suo arresto, poi saltò tutto per non meglio precisate difficoltà. Aveva già quote nell’Atletico Madrid e nel Porto, possedeva il Baku e quel Lens che, per colpa dei suoi mandati pagamenti, venne condannato alla retrocessione. Arrivano in fretta, ma in fretta se ne vanno: sono i rubli, bellezza.

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