«Sono orgogliosa: ho vissuto le emozioni che sognano i bambini»
Linda Tucceri Cimini, qual è il suo stato d’animo?«Ho vissuto un’esperienza bellissima, non so descrivere certe emozioni. I bambini e gli adulti sognano di vivere quelle sensazioni e quei brividi che...
Linda Tucceri Cimini, qual è il suo stato d’animo?
«Ho vissuto un’esperienza bellissima, non so descrivere certe emozioni. I bambini e gli adulti sognano di vivere quelle sensazioni e quei brividi che hanno caratterizzato le nostre tre settimane ai Mondiali. Bellissimo».
Lei non ha mai giocato.
«Sì, un po’ dispiace. Ma l’orgoglio personale passa in secondo piano nel momento in cui ti rendi conto di aver vissuto un gruppo fantastico. Siamo state tanti giorni insieme, abbiamo lavorato e ci siamo divertite. Abbiamo affrontato squadre forti, che sembravano insormontabili. Ma abbiamo giocato bene e conquistato un primo posto al girone eliminatorio del tutto inaspettato. Nessuno ci credeva, ma noi sapevamo che ce l’avremmo fatta e avremmo fatto la storia».
Sabato che cosa è accaduto?
«La stanchezza e la partita alle 15 ci hanno condizionato in negativo. Il nostro è l’unico quarto di finale disputato alle 15. L’organizzazione aveva messo in conto che sarebbe arrivata a quel quarto di finale una tra Australia e Giappone e hanno fissato l’inizio alle 15 per una questione di fuso orario. Ma non avevano fatto i conti con noi...».
La partita più bella?
«La prima, quella contro l’Australia, la più emozionante. Prima sotto e poi l’abbiano ribaltata».
Voi in ritiro in Francia, in Italia invece...
«Eravamo sole contro tutti. Ci siamo chiuse per fare gruppo, ma dai social percepivamo l’eco delle nostre partite».
E adesso?
«Mi auguro che questo sia solo l’inizio. Lo status di professionista - che noi auspichiamo arrivi il prima possibile - deve essere il primo passo per ratificare un qualcosa che c’è già, l’uguaglianza con il calcio maschile».
Un posto da terzino sinistro non si è liberato nonostante abbia giocato Europei e Champions...
«Dispiace non avere giocato, ma ho dato il massimo in allenamento e per tenere su il gruppo. Sono contenta lo stesso, conosco le regole dello sport».
I suoi genitori?
«Non sono potuti venire in Francia, ma so che sono il loro orgoglio. Devo tutto a loro se ho potuto fare questa carriera».
Resta al Milan?
«Sì, l’anno scorso sono stata bene e spero di fare meglio».
Chi vincerà i Mondiali?
«A me piace gli Usa. Ho visto bene anche l’Inghilterra».
Lei e la Sabatino in Nazionale, ma in Abruzzo c’è poco calcio femminile.
«Ai club chiedo di credere nel nostro movimento. Manca la convinzione che il calcio può essere anche al femminile».(r.c.)
«Ho vissuto un’esperienza bellissima, non so descrivere certe emozioni. I bambini e gli adulti sognano di vivere quelle sensazioni e quei brividi che hanno caratterizzato le nostre tre settimane ai Mondiali. Bellissimo».
Lei non ha mai giocato.
«Sì, un po’ dispiace. Ma l’orgoglio personale passa in secondo piano nel momento in cui ti rendi conto di aver vissuto un gruppo fantastico. Siamo state tanti giorni insieme, abbiamo lavorato e ci siamo divertite. Abbiamo affrontato squadre forti, che sembravano insormontabili. Ma abbiamo giocato bene e conquistato un primo posto al girone eliminatorio del tutto inaspettato. Nessuno ci credeva, ma noi sapevamo che ce l’avremmo fatta e avremmo fatto la storia».
Sabato che cosa è accaduto?
«La stanchezza e la partita alle 15 ci hanno condizionato in negativo. Il nostro è l’unico quarto di finale disputato alle 15. L’organizzazione aveva messo in conto che sarebbe arrivata a quel quarto di finale una tra Australia e Giappone e hanno fissato l’inizio alle 15 per una questione di fuso orario. Ma non avevano fatto i conti con noi...».
La partita più bella?
«La prima, quella contro l’Australia, la più emozionante. Prima sotto e poi l’abbiano ribaltata».
Voi in ritiro in Francia, in Italia invece...
«Eravamo sole contro tutti. Ci siamo chiuse per fare gruppo, ma dai social percepivamo l’eco delle nostre partite».
E adesso?
«Mi auguro che questo sia solo l’inizio. Lo status di professionista - che noi auspichiamo arrivi il prima possibile - deve essere il primo passo per ratificare un qualcosa che c’è già, l’uguaglianza con il calcio maschile».
Un posto da terzino sinistro non si è liberato nonostante abbia giocato Europei e Champions...
«Dispiace non avere giocato, ma ho dato il massimo in allenamento e per tenere su il gruppo. Sono contenta lo stesso, conosco le regole dello sport».
I suoi genitori?
«Non sono potuti venire in Francia, ma so che sono il loro orgoglio. Devo tutto a loro se ho potuto fare questa carriera».
Resta al Milan?
«Sì, l’anno scorso sono stata bene e spero di fare meglio».
Chi vincerà i Mondiali?
«A me piace gli Usa. Ho visto bene anche l’Inghilterra».
Lei e la Sabatino in Nazionale, ma in Abruzzo c’è poco calcio femminile.
«Ai club chiedo di credere nel nostro movimento. Manca la convinzione che il calcio può essere anche al femminile».(r.c.)

