Sorgentone: «È una vittoria che può lanciarci»

22 Ottobre 2018

L’allenatore della Teate esulta e il patron Marchesani ringrazia il PalaTricalle: «Grande pubblico»

CHIETI. Il successo maggiore è stato quello del pubblico, decisamente di categoria superiore, che dopo diversi anni ha riassaporato le emozioni di uno dei derby classici del nostro basket. Un derby che sul campo ha premiato con merito l'Europa Ovini Chieti, che nella seconda metà della gara ha saputo tacitare ogni velleità pescarese.
Per coach Domenico Sorgentone ottenere una simile prestazione era solo questione di tempo. «Trovare i giusti automatismi in una squadra con dieci elementi nuovi su dieci necessita di un giusto lasso temporale, e oggi abbiamo colto i primi frutti, dopo lo scivolone contro l'Ancona. Con una decente concentrazione difensiva, nella terza frazione abbiamo creato il break decisivo con un attacco equilibrato nel gioco tra dentro e fuori, sulla base di alcune modifiche apportate». Il tecnico teatino sottolinea la cornice di pubblico, che definisce di altissimo livello, e ribadisce i propri concetti sulla squadra. «È una gara dalla quale prendere slancio e insegnamento, ricordando che il nostro primo obiettivo è crearci un vissuto. Ponziani può potenzialmente inserirsi nel novero dei migliori centri, deve solo credere di più in se stesso; Rotondo potrà darci moltissimo, ovviamente deve trovare la condizione giusta».
Ovviamente soddisfatto il principale protagonista della vittoria, la guardia Ousman Gueye. «Volevamo questa risposta dopo la figura fatta contro l'Ancona, avevamo lavorato bene in settimana, con il team dirigenziale che ci è stato sempre molto vicino. Abbiamo così affrontato la gara con tenacia, siamo entrati duri e a testa bassa, e determinante, più dei miei punti, è stata la difesa di squadra». Il presidente della Teate Gabriele Marchesani in primis intende elogiare il grande pubblico. «Devo ringraziare i nostri sostenitori. Questa è una vittoria importante che rafforza le nostre aspettative e che conferma che stiamo lavorando molto bene».
Di tutt' altro umore il coach dell'Amatori Stefano Rajola. «Nel primo tempo abbiamo giocato come volevamo ed avevamo previsto, poi all'inizio della terza frazione abbiamo subito un parziale che ci ha tagliato le gambe e non abbiamo trovato la forza di reagire. Farli andare via è stato un peccato mortale, che ha fatto acquisire ai nostri avversari anche maggior tranquillità. Inoltre abbiamo subito troppo ai rimbalzi».
Al tecnico non è piaciuto in generale l'atteggiamento dei suoi. «Sapevamo che era una gara difficile, con molte pressioni», prosegue Rajola, «ma non abbiamo messo in campo l'agonismo nel momento giusto, ed evidentemente dobbiamo imparare a gestire meglio partite di questo genere». (p.t.)
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