Soria, un 40enne che va alla grande

23 Dicembre 2017

In Promozione brilla la stella dell’attaccante della Val di Sangro capolista

Il campionato di Promozione continua a viaggiare su due binari contrapposti. Da una parte la fuga, sia pur circoscritta del Pontevomano, dall'altra un'incertezza pressochè totale.
Girone A. Massimo risultato col minimo sforzo per la capolista Pontevomano, la cui sfida casalinga col Notaresco è durata appena un quarto d'ora: giusto il tempo di andare in vantaggio con Pallitti per poi essere costretti al rientro anticipato negli spogliatoi, complici gli pseudo-infortuni occorsi ad un paio di calciatori della squadra ospite, presentatasi in campo con soli otto uomini. La speranza, per il prosieguo stesso della stagione, è che le persone chiamate a gestire la società, orfana dei dimissionari fratelli D'Alessandro, approfittino della sosta natalizia per assemblare, pescando tra gli svincolati, un organico tale da evitare “sceneggiate” come quelle viste nelle ultime due gare. Dopo aver annunciato, in una nota consegnata alla vigilia del turno infrasettimanale, la fine del calcio notareschino, i neo dirigenti hanno poi optato per la presenza in campo, sia pur a ranghi ridotti. Vedremo cosa accadrà il 7 gennaio, alla ripresa dei giochi, quando al Savini arriverà il Piano della Lente...
Nel frattempo però, coi tre punti assegnatigli a tavolino dal giudice sportivo, il Pontevomano consolida la propria leadership, approfittando dei contemporanei passi falsi delle inseguitrici, in primis la vice-capolista Virtus Teramo. Che, costretta al pari dal Pucetta, rischia di essere agganciata a quota 37 dal Fontanelle, qualora la squadra di Mino Bizzarri riuscisse ad aggiudicarsi i tre punti nell'odierno (ore 14.30) posticipo di Mutignano.
Girone B. Com'era prevedibile, il confronto al vertice tra Val di Sangro ed Ortona ha fatalmente sfoltito i ranghi, lasciando al vertice due sole squadre. Quella sangrina, complice la "manita" rifilata alla rivale diretta, e i portuali della Delfino Flacco, impostisi nell'impegno casalingo col Real Treciminiere. Un campionato quantomai aperto, con un protagonista assoluta: l'immarcescibile Peppe Soria. Ancora in grado, sulla soglia dei 40 anni (li compirà a marzo), di bruciare sullo scatto avversari ben più giovani di lui. «Questo», sottolinea il diretto interessato, «è un anno particolare per me. Ho iniziato a lavorare (in un'azienda dell'area sangrina, a due passi quindi dal campo di allenamento, ndc) e tra gli impegni in fabbrica e quelli sportivi mi è capitato di perdere qualche chilo, andando sottopeso. Pensavo che questo mi avrebbe nuociuto e invece, grazie anche a mister Bisci, ho trovato un sistema che mi consente di gestirmi al meglio a livello muscolare, durante la settimana». Con risultati a dir poco eccezionali, visti i 18 gol sin qui realizzati: «In 25 anni di ininterrotta attività agonistica, ho sempre segnato tanto, ma questa frequenza sotto rete ha sorpreso anche me. Sta a vedere», ci scherza su il bomber sangrino, «che da 40enne riuscirò a ritoccare verso l'alto il mio record di segnature». Ottenuto ad Atessa una decina di anni fa quando, con 25 reti, vinse il titolo di capocannoniere dell'Eccellenza, bissando quello ottenuto l'anno prima (a quota 24): traguardo peraltro mai riuscito ad alcuno, da quando esiste appunto il campionato di Eccellenza. «Il nostro segreto», conclude Soria, «è di giocare senza assilli particolari, il che ci permette di gestire al meglio l'attuale primato. Per il quale dovremo fare i conti con un gruppo di rivali agguerrite, comprendente anche il Sulmona, che a dicembre si è rinforzato tantissimo». (s.d.c.)
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