Sottil: «Affamato e grintoso Pescara, ora ti voglio così»

L’allenatore stasera al debutto contro il Perugia. Si torna al modulo 4-3-3
PESCARA. Affamato e determinato. «Come dicono a Napoli, ci vuole un po’ di “cazzimma” in più». Andrea Sottil si presenta determinato e carico alla prima conferenza stampa da allenatore del Pescara. «Se sono qui, vuol dire che qualcosa da cambiare c’è. Non giudico i lavori dei miei colleghi perché non è giusto. Ho visto subito un atteggiamento mentale e caratteriale da riaccendere. Ci vuole qualche sorriso in più». Toccherà al 46enne allenatore piemontese trapiantato in Sicilia a risollevare un Delfino che rischia di arenarsi nei bassifondi della classifica.
La scossa. I biancazzurri devono invertire il trend e cercare di mettere al sicuro 6-7 punti che garantirebbero la salvezza matematica. «Ho parlato a lungo con la squadra e voglio cercare di passare ai giocatori il messaggio che il calcio è sempre lo stesso: servono agonismo, fame e determinazione prima di ogni cosa. Poi ci vuole organizzazione ma, prima, vengono quelle tre cose. Non basta solo quello, certamente, però ci tengo molto». Pochi allenamenti per provare a rimettere il Pescara in carreggiata, già da stasera (ore 21), contro il Perugia. «Il tempo a disposizione è poco, però conosco bene il Pescara. Tanti giocatori li ho visti l’anno scorso dal vivo, perchè qui giocava mio figlio Riccardo».
Idee tattiche. Si ripartirà dal 4-3-3. «In questi giorni ho cercato di mettere i giocatori nelle posizioni più consone alle loro caratteristiche. Questa è un’ottima squadra, ma ho dovuto lavorare soprattutto sull’aspetto mentale. Conto molto sui giocatori esperti. Per me queste sei partite sono cruciali, nell’immediatezza posso solo rimettere i giocatori al loro posto, ma c’è bisogno di tutti. Ci vuole l’esperienza del senatore e la sfrontatezza del giovane. La testa comanda il corpo. A me piace essere asimmetrico e non dare punti di riferimento. 4-3-3? I tre attaccanti hanno delle posizioni base e poi svariare. Bisogna però dare tutto e stare bene di testa al di là dello schieramento tattico».
Vecchie ruggini. Sottil a Pescara ritrova anche un suo vecchio giocatore, come Andrea Di Grazia. I due hanno condiviso l’esperienza di Catania, ma i rapporti si sono un po’ incrinati con scambi di vedute molto accesi e Sottil in passato aveva anche fatto intendere di voler adire le vie legali per alcune frasi pronunciate dall’attaccante nei suoi confronti. «La situazione con Di Grazia è troppo lunga da spiegare. Con lui ci siamo chiariti e non ci sono problemi», ha tagliato corto l’allenatore in conferenza stampa, seduto accanto al presidente Daniele Sebastiani.
Meritocrazia, regole e maestri. Il nuovo allenatore dei biancazzurri ha parlato anche del rapporto che l’allenatore deve avere con lo spogliatoio. «I giocatori devono fare i giocatori, gli allenatori gli allenatori. Sono stato scelto e pagato per fare delle scelte e con i giocatori devi essere sincero e diretto. Poi le modalità cambiano da giocatore a giocatore, ma bisogna essere sinceri. Sempre. Per me vale solo la meritocrazia. Se chiedo a un calciatore di giocare 5 minuti di partita, deve fare i buchi in campo. Tutti devono dare il massimo». Sottil, poi, indica chi è il suo modello in panchina. «Per me un allenatore deve essere unico, poi prende un po’ da tanti. Spalletti, per me, è stato importante. È un allenatore geniale». Stasera, dunque, l’esordio con il 4-3-3 con Palmiero in cabina di regia. Galano, Maniero e Pucciarelli in avanti. Out Bojinov, Melegoni e lo squalificato Scognamiglio. Sottil vuole subito partire forte: «In campo si va per vincere», magari pensando anche al prossimo anno e giocarsi la conferma. «Non ci penso. Guardo solo a queste sei partite e farmi conoscere e centrare solamente l’obiettivo». Il Pescara, però, pensa a lui anche per il futuro.
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