Spalletti: in campo per convincere tutti alla pace

14 Ottobre 2024

Udine blindata per la sfida di Nations League tra l’Italia e Israele. Il ct lancia Vicario tra i pali

UDINE. «Sono felice di giocare in questo stadio, Udine mi ha dato tanto, è una città molto civile. Anche se avrei preferito un altro tipo di clima...». Quattro giorno dopo la mezza delusione dell'Olimpico, il pari col Belgio in 10 contro 11, Luciano Spalletti cerca dalla partita alla Dacia Arena contro Israele conferme, di gioco e di punti. C'è da proseguire sulla via della rinascita, fatto «di sudore e attaccamento», scacciando le ombre degli errori di Roma; e c'è da consolidare il primato nel girone di Nations League, magari sperando in un contemporaneo pari tra Belgio e Francia, per arrivare da teste di serie al sorteggio delle qualificazioni ai Mondiali. Ma la partita contro la nazionale israeliana arriva nei giorni più difficili per la pace in Medio Oriente, e con la tensione creata dagli attacchi delle forze Idf alle basi Unifil in Libano. «Sappiamo che molti israeliani sono contro la guerra, giochiamo anche per convincerne qualcuno di più alla pace», aveva detto prima di arrivare a Udine da Coverciano il ct, invocando poi «pace per quel lembo di terra». Le misure di sicurezza saranno rafforzate, tra i circa 12 mila sugli spalti massima attenzione a qualsiasi striscione o a eventuali cori, mentre Spalletti si affida alla «civiltà» della città da cui è partita la parabola del suo successo. Ora, il ct azzurro si deve preoccupare di riconfermare la fama di vincente - e cancellare sempre più le scorie dell'Europeo - con una squadra giovane, senza lo squalificato Pellegrini e qualche cambio di routine, visti gli impegni ravvicinati. «Gioca Vicario in porta», è l'unica ammissione del tecnico, con il portiere uscito dal vivaio friulano al suo fianco. «Titolare a Udine è un'emozione», dice l'estremo difensore, «ma la devo mettere da parte». Per il resto, Fagioli reclama spazio a centrocampo («può giocare con Ricci, ma la formazione la dico domani»), però Tonali ha un peso specifico alto nel nuovo progetto azzurro. Uno spazio potrebbe esserci per l'esordio di Daniel Maldini, vista anche l'assenza di Pellegrini. Ma stravolgere l'assetto non sembra l'idea giusta dello Spalletti che avverte sui pericoli dell'avversario. «Sarà partita difficile», spiega, «perché l'andata ha dimostrato che Israele è una squadra di qualità, specie a centrocampo. Possono giocare in diverse maniere, dovremo stare attenti alle ripartenze e mantenere equilibrio». Anche caratteriale. «Un aspetto in cui possiamo migliorare», ha spiegato il ct, «è capire che a volte gli episodi possono buttare all'aria la qualità di gioco».
Angelo Caradonna