Spalletti: Inter, passiamo

Nerazzurri incerottati a San Siro con l’Eintracht, il tecnico carica: niente paura
MILANO. «Se dovessi prendere qualcosa dalla Juventus prenderei il carattere nelle partite che contano». Luciano Spalletti indica la strada alla sua Inter alla vigilia della sfida di ritorno in programma stasera con l'Eintracht Francoforte (ore 21, diretta tv Sky Sport 1) negli ottavi di Europa League. Un «momento importantissimo» della stagione, anche perché all'orizzonte c'è pure il derby di domenica contro il Milan, decisivo in chiave Champions. A San Siro (attesi 13.500 tifosi tedeschi) si riparte dallo 0-0 dell'andata, con i nerazzurri che avranno a disposizione solo la vittoria per centrare i quarti. Tutt'altro che una passeggiata, anche perché Spalletti avrà gli uomini contati, nonostante il recupero di Brozovic, viste le assenze di Mauro Icardi, degli infortunati Miranda e Nainggolan, degli squalificati Lautaro Martinez e Asamoah e dei giocatori fuori lista. «Brozovic ci sarà, va in panchina», ha confermato il tecnico. Scelte però praticamente obbligate per il resto, con Keita che dovrebbe vincere il ballottaggio con Politano per partire dal 1' come centravanti nell'ormai classico 4-2-3-1, con Skriniar che potrebbe invece essere schierato da centrocampista. Ma Spalletti rifiuta l'alibi degli assenti: «Lamentarmi non mi farà qualificare. Si gioca in undici, abbiamo tutti quelli che servono per vincere», le parole dell'allenatore toscano. «Tutti sono nelle condizioni di dare il meglio, mi aspetto un extra a livello individuale, serve la prestazione migliore». «Vincere a tutti i costi non cambia niente», ha proseguito Spalletti, «devi stare dentro la partita. Il termine giusto per noi è resilienza: dobbiamo tenere a lungo la concentrazione e mostrare il massimo delle nostre possibilità». Testa però solo all'Eintracht, anche se non pensare al derby sarà difficile: «Milan? No, pensiamo solo alla gara di Europa League, non al resto della stagione. È un momento importantissimo, chi non riesce a capire che si deve motivare per essere all'altezza della situazione rimane un mediocre».
Napoli. A Salisburgo per volare verso i quarti, ma anche per guardare al futuro. É un Napoli in fermento quello che si prepara al ritorno degli ottavi europei partendo dal 3-0 dell'andata, un risultato rassicurante ma che Ancelotti quasi teme «è un buon risultato», dice il tecnico, «ma non ci pensiamo. Dobbiamo giocare al meglio delle nostre possibilità e provare a vincere anche qui». Per farlo, l'allenatore azzurro punterà sui più in forma, a cominciare dall'attacco Insigne-Milik, con Lorenzinho pronto a scatenare in campo l'arrabbiatura del post-Sassuolo quando si disse stanco delle troppe critiche: «lo sfogo è comprensibile, lui sente molta responsabilità, è napoletano». A preoccupare il tecnico azzurro sono le squalifiche di Koulibaly e Maksimovic che lo costringono ad un'inedita difesa Chiriches-Luperto.
Nella vigilia europea, però, ha fatto irruzione anche il presidente azzurro De Laurentiis che ha annunciato il rinnovo per cinque anni del direttore sportivo Giuntoli e ha spalancato le porte a un rinnovo di contratto di Ancelotti: «Lui lo sa», ha detto il patron, «che Napoli è casa mia e casa sua, i pensieri coincidono. Quando vorrà prolungare non ci sarà alcun problema».

