Spalletti: mi devo meritare l’Inter

Alle 12,30 al Ferraris contro la Sampdoria, il tecnico difende Perisic
MILANO. Due anni di contratto, una storia ancora da scrivere ma - comunque - c'è tutto il tempo necessario per dimostrare di meritare la panchina dell'Inter: cenni autocritici di Luciano Spalletti che forse non riesce a spiegarsi fino in fondo la sua squadra dall'andamento enigmatico in campionato. Domani c'è la Sampdoria a Marassi, una sfida all'ultimo respiro, perchè, spiega il tecnico alla vigilia, la strada per la Champions passa anche attraverso queste partite. Spalletti chiarisce le sue parole sulla qualità del gruppo, secondo lui minore rispetto a quella dei partenopei nella partita contro il Napoli a San Siro domenica scorsa. E traccia la strategia da qui alla fine: tutti in apnea, pedalare, fare punti, vincerle tutte.
Anche il derby che ora ha una data ufficiale, quella di mercoledì 4 aprile alle 18,30. «La Sampdoria», dice, «è un'ottima squadra guidata da un grande tecnico. Mi aspetto una gara giocata fino all'ultimo respiro. La Champions passa soprattutto da gare come quella di domani. I doriani sono capaci di giocare un calcio moderno in uno stadio dove gli avversari hanno conquistato ben pochi punti». La qualità, secondo Spalletti, è un concetto articolato: «Noi cerchiamo soluzioni e dobbiamo aggiungere ingredienti, il carattere, la personalità, il passo, il modo di interpretare le partite. La somma dà come risultato una squadra fortissima. A volte non ce la mettiamo tutta e dico queste cose perché ci sia una presa di coscienza a fare meglio e di più». Fermo immagine anche su Ivan Perisic, decisamente in un periodo di flessione ma Spalletti non si preoccupa: «Qualsiasi allenatore vorrebbe un giocatore come lui. A volte capitano dei periodi così ma si accettano. Ho fiducia in lui».
Ancora un appendice al mercato di gennaio e insieme un'opportunità per parlare di futuro: «Ho due anni di contratto e devo dimostrare di meritare l'Inter. Conoscevo Sabatini e ho imparato ad apprezzare Ausilio. Certi grandi obiettivi di mercato li ha scritti la stampa e a volte disturbano lo spogliatoio».

